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Life is a book: la vita è un libro. Vediamo quanto ho vissuto

La BBC ha pubblicato la lista dei 100 libri che tutti dovremmo leggere almeno una volta nella vita. Ultimamente molte blogger stanno verificando, insieme ai propri lettori, a che punto sono secondo l’emittente britannica. Secondo le stime BBC, la maggioranza delle persone ne hanno letti al massimo 6 su 100. Direi che anche senza aver ancora guardato la lista, difficilmente posso fare di peggio!

1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen (LETTO…CHE DOMANDE!)
2 Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien
3 Il Profeta – Kahlil Gibran
4 Harry Potter – JK Rowling 
5 Se questo è un uomo – Primo Levi 
6 La Bibbia (LETTO)
7 Cime Tempestose– Emily Bronte (LETTO)
8 1984 – George Orwell (LETTO)
9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni (LETTO)
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri (A SCUOLA CONTA?)
11 Piccole Donne– Louisa M Alcott (LETTO)
12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13 Comma 22 – Joseph Heller
14. L’opera completa diShakespeare (CI HO PROVATO)
15 Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
16 Lo Hobbit – JRR Tolkien
17 Il Nome della Rosa – Umberto Eco (LETTO)
18 IlGattopardo – Tomasi di Lampedusa 
19 Il Processo – Franz Kafka
20 Le Affinità Elettive – Goethe (LETTO)
21 Via col Vento – Margaret Mitchell
22 Il Grande Gatsby– F Scott Fitzgerald (LETTO)
23 Casa Desolata – Charles Dickens
24 Guerra e Pace – LevTolstoj
25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27 Delitto e Castigo – Fyodor Dostoevskj
28 Odissea -Omero 
29 Alice nel Paesedelle Meraviglie – Lewis Carroll (LETTO)
30 L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31 Anna Karenina – LeoTolstoj
32 David Copperfield – Charles Dickens (LETTO)
33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis 
34 Emma – Jane Austen (LETTO)
35 Cuore – Edmondo de Amici 
36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden (LETTO)
40 Winnie the Pooh – AA Milne
41 La Fattoria degli Animali – George Orwell
42 Il Codice da Vinci –Dan Brown 
43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44 Il Barone Rampante – Italo Calvino
45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47 I Malavoglia – Giovanni Verga (LETTO)
48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
49 Il Signore delle Mosche – William Golding
50 Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51 Vita di Pi – Yann Martel
52 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes (LETTO)
54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe (LETTO)
55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi
56 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon 
57 Siddharta – Hermann Hesse
58 Brave New World – Aldous Huxley
59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60 L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61 Uomini e topi – John Steinbeck
62 Lolita – Vladimir Nabokov
63 Il Commissario Maigret – George Simenon (LETTO)
64 Amabili resti – Alice Sebold
65 Il Conte di Monte Cristo –Alexandre Dumas (LETTO)
66 Sulla Strada – Jack Kerouac
67 La luna e i Falò – Cesare Pavese
68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding 
69 Midnight’s Children – Salman Rushdie
70 Moby Dick – Herman Melville
71 Oliver Twist – Charles Dickens
72 Dracula – Bram Stoker 
73 Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74 Notes From A Small Island – Bill Bryson
75 Ulisse – James Joyce
76 I Buddenbrook – Thomas Mann
77 Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78 Gérminal – Emile Zola
79 La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray (LETTO)
80 Possession – AS Byatt
81 Canto di Natale – Charles Dickens
82 Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde (LETTO)
83 Il Colore Viola – Alice Walker
84 The Remains of the Day – Kazuo Ishiguro
85 Madame Bovary – Gustave Flaubert 
86 A Fine Balance – Rohinton Mistry
87 Charlotte’s Web – EB White
88 Il Rosso e il Nero – Stendhal
89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle (LETTO)
90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92 Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupery (LETTO)
93 The Wasp Factory – Iain Banks 
94 Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95 Un Uomo – Oriana Fallaci
96 Il Giovane Holden – Salinger
97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
98 Amleto– William Shakespeare (LETTO)
99 Charlie e la fabbrica di cioccolato – Roald Dahl 
100 I Miserabili –Victor Hugo 

Direi che 25 su 100 sono sempre troppo pochi. Bisognerà rimediare.

E voi a quanti siete arrivati??

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Lettrice malinconica in confusione

Oggi fare la scrittrice è diventato faticoso. Paradossalmente, in un’epoca in cui chiunque può diventare scrittore e in cui l’accesso al pubblico lettore è diventato praticamente diretto, fare davvero la scrittrice resta per la maggioranza poco più di un passatempo. Alla metà dell’Ottocento ci saranno stati forse qualche centinaia di scrittori attivi in tutto il mondo. Oggi sono diventati milioni ed il numero, fattivamente incalcolabile, è in continuo aumento. Spuntano aspiranti scrittori da ogni angolo della rete: blog, siti di auto-pubblicazione, case editrici piccole e grandi, comunità di scrittura, forum… A voler tenere il passo c’è da impazzire. Democrazia editoriale, diranno alcuni. Caos indiscriminato, lo chiamo io. E’ vero che fino a qualche decennio fa la scelta era meno ampia…ma davvero si poteva vivere di scrittura e ciò che veniva pubblicato si riferiva ad un pubblico già conosciuto e verosimilmente fidelizzato. Oggi è tutto più complicato, in realtà. Le case editrici non rischiano più su buoni titoli o autori emergenti, i mezzi più moderni di pubblicazione come quella autonoma in formato ebook o la ricerca di visibilità attraverso blog e siti internet raggiunge solo alcuni settori del pubblico dei lettori…e non costituiscono la maggioranza. E’ sempre più difficile distinguersi, convincere il lettore a comprare te invece di un altro…e allora assistiamo a sotterfugi per adescare i lettori – specialmente quelli giovani – tipo le trilogie (così sei costretto a comprare i libri successivi per sapere come va a finire), la creazione di titoli accattivanti omogenei per fidelizzare il consumatore (pensate alla serie “arancia e cannella” “cioccolato e lavanda” ecc ecc ) e sinossi sempre più sensazionali per fare pubblicità. Ci sono sicuramente libri di qualità, anche semplicemente tra i romanzi, ma in mezzo alla frazzumaglia di vampiri, erotismo idiota e banalità restano un po’ nell’ombra. Bisogna sgomitare fra migliaia di titoli plausibilmente equivalenti per riuscire ad emergere e farsi notare. Ed anche quando si viene notati? Comunque scrivere non diventa mai una professione – se non per pochi eletti che ci sono riusciti spesso grazie non solo al talento –  e quelli di noi che non si sono scoraggiati di fronte alla marea informe di concorrenza sleale, che ancora hanno voglia di scrivere le loro storie e di mandare i propri messaggi al lettore, devono farlo nei ritagli di tempo perché per guadagnarsi da vivere sono costretti a guardare altrove. I più fortunati restano nell’ambito cultural-letterario, la maggioranza lavora in ambienti tutt’altro che intellettuali e deve relegare la scrittura a passione e svago.

Tutti pensano di poter fare gli scrittori…persino gente come Totti o Schettino. Perdonatemi, sarà anche democratico ma la qualità scade inevitabilmente quando, sugli scaffali delle librerie (online o vere non importa) e nelle classifiche di vendita, le patacche di Vespa o le trogolate autobiografiche di calciatori e comici hanno la stessa rilevanza – se non maggiore purtroppo – dei classici della letteratura o della narrativa contemporanea di pregio. Una volta il massimo della “schifezza letteraria” erano i feuilleton e i romanzi a puntate, che comunque erano scritti da signore che avevano un minimo di cultura. Spesso anche più di un minimo. Non si assisteva allo scempio culturale che avviene oggi, nell’ “era dell’accesso” come la chiamano, in cui tutti possono scrivere ciò che vogliono senza dover passare dal vaglio di chi se ne intende, senza dover fare lo sforzo di meritarsi un posto tra le file di coloro che vengono pubblicati. Discriminatorio? Forse, ma garante di un livello accettabile di qualità. In più, il lettore sapeva a chi rivolgersi e dove guardare sia per conoscere l’offerta letteraria che per ottenere opinioni qualificate. Oggi si trovano libri e recensioni ovunque, le seconde spesso limitate a gusti esclusivamente personali o espressioni superficiali tipo “bellissimo!!!” o “dovete assolutamente leggerlo ♥”. Le definirei profonde e professionali.

In breve lettori miei, questi tempi confusi ce la stanno mettendo tutta per rendermi nervosa e irritata come lettrice e per farmi scoraggiare del tutto dal tentativo di diventare scrittrice. Sbagliato? Probabilmente. Spero che voi non siate altrettanto facilmente influenzabili. Per quanto mi riguarda, avrei preferito vivere ai tempi in cui la corrispondenza era cartacea e le ricerche si facevano in biblioteche polverose invece che su Wikipedia.

 

 

 

[Bollywood Rescue] Dhoom 3 letteralmente spettacolare!


Sono un’appassionata di cinema indiano e, per chi non è troppo accecato dai pregiudizi, vi faccio presente un action-thriller presentato l’anno scorso che mi è piaciuto moltissimo. E’ il terzo film della saga d’azione “Dhoom” e questa volta i due immancabili poliziotti, sempre interpretati da Abhishek Bachchan e Uday Chopra, tentano di catturare un geniale ladro-illusionista, Sahir magnificamente impersonato da Aamir Khan, che è uno dei miei attori bollywoodiani preferiti quanto ad interpretazione. Sahir continua a gestire il Great Indian Circus costruito a Chicaco dal padre quando lui era bambino, mentre medita vendetta per il suicidio dell’amato genitore, costretto a lasciarlo solo a causa dei debiti impagabili contratti con il crudele proprietario della Western Bank of Chicago, Mr Anderson. Dopo varie spettacolari rapine alle filiali della banca, la polizia locale chiama in aiuto i due agenti ACP, Jai Dixit e Ali, per riuscire ad arrestarlo; ma Sahir nasconde un arma segreta, un asso nella manica che lo rende fenomenale sul palco ed imprendibile sulla strada.

Non vi posso dire qual è il mistero dietro a Sahir perché è proprio la parte più interessante del film, posso dirvi però che è stata gestita in modo magistrale a livello di regia e di effetti speciali. Fa emergere tutta la bravura di Aamir Khan, protagonista assoluto di questo nuovo episodio della serie di ladri di “Dhoom”. Per quanto io abbia amato Dhoom 2 e il personaggio di Mr A/Aryan a cui Hrithik Roshan – altro attore tra i miei preferiti in assoluto dell’industria bollywoodiana – ha dato fascino e dolcezza, devo ammettere che dal punto di vista scenico il 3 capitolo ha una marcia in più. Certo, attinge molto dal cinema americano e se lo si guarda con occhio attento vi si trovano numerose ispirazioni ad altri film del cinema occidentale, nonché richiami ai precedenti film della serie, però riesce a conservare una propria identità autonoma, secondo me proprio grazie ad Aamir Khan. La figura femminile della situazione, Katrina Kaif, assistente di Sahir sulla scena è relegata ad essere un personaggio laterale che è presente nella vita del protagonista ma non influisce sul corso della storia se non come pretesto per alcune scene.

Dhoom 3 è il film in assoluto più costoso della storia di Bollywood ma è anche stato quello che incassato più di tutti, con 67 milioni di dollari in soli dieci giorni, nonché il più redditizio dei film indiani sul mercato internazionale. Si è aggiudicato il Filmfare Award per gli effetti speciali, il premio migliori scene d’azione al Zee Cine Festival e ben tre premi per l’attore protagonista, Aamir Khan.

Insomma, se riuscite a sopportare qualche canzone/balletto e la lingua hindi, guardatelo perché ne vale la pena. Non è affatto inferiori agli action-movie a cui siamo abituati.

QUI potete vederlo in streaming con i sottotitoli in inglese. Altra possibilità è scaricarlo sul vostro computer e cercare i sottotitoli in italiano su siti di sharing come Subscene.

A presto!

Annusando l’India da lontano con “Il cielo sopra Darjeeling”

Una terra ricca, fiorente e straziata dai conflitti coloniali fa da sfondo al lento evolversi di una grande storia d’amore. Siamo nel 1876 e seguiamo i due protagonisti, Ian ed Helena, non solo nel lungo viaggio dalla Cornovaglia all’estremo nord dell’India, in una piantagione alle pendici dell’Himalaya; seguiamo anche i loro sentimenti e i loro dolori che pagina dopo pagina si scoprono e si rischiarano, spiegandoci che a volte il dramma, le ombre possono essere capite e scacciate per lasciare il posto al sole della felicità e della passione.

Trama

Dopo la morte del padre, la giovanissima Helena Lawrence rimane sola ad affrontare la vita. Di origini modeste, le mancano le risorse economiche per mantenere se stessa e il fratello più piccolo. Così, quando il misterioso e oscuro lan Neville, che appare dal nulla, le propone una via d’uscita, Helena non può che farsi coraggio ed accettare: Neville si occuperà di lei e del fratello, se lei sarà disposta a sposarlo e a seguirlo nella sua piantagione di té a Darjeeling, nell’India nord-orientale. Il fascino esotico della colonia, con i suoi profumi e i suoi colori e così ricca di magia e mistero, attraggono Helena sin dal primo istante. A poco a poco la giovane comincia a credere di poter essere felice con Neville, da un lato  affascinata da quest’uomo sicuro di sé e capace di grandi slanci e di momenti di tenerezza, dall’altra in qualche modo impaurita dal suo lato enigmatico, imprevedibile e ostile. Suo marito è. un uomo complesso che nasconde un segreto pericoloso e tocca ad Helena liberare il loro futuro da questa spada di Damocle.

Per me non è stato difficile appassionarmi a questo romanzo, perché il lato romantico della vecchia India mi attira moltissimo. C’è stato chi mi ha criticato per il mio interesse accusandomi di essere un’ingenua ed un’insensibile: in India le donne vengono trattate come nullità e ci sono violenze e soprusi atroci. E’ vero, è sempre stato un paese in cui hanno convissuto estrema ricchezza e la povertà e l’analfabetismo dell’80% della popolazione, in cui diversi popoli, lingue e culture hanno dovuto coabitare e non sempre la convivenza è stata pacifica. Dove regnano l’ignoranza ed il caos è difficile che la società si sviluppi equilibrata e rispettosa degli altrui diritti. Chiunque si accosti anche superficialmente per conoscere questo paese non può che diventare consapevole di tutto questo. E’ una realtà orrenda che si protrae da secoli e che difficilmente riuscirà a cambiare; tuttavia a mio parere questo non giustifica chi non prende in considerazione le bellezze e le ricchezze di questa terra, che sono egualmente tantissime. L’India ha una storia importante, un’arte ed un’architettura meravigliose, una cultura complessa e profonda. Non la si può ridurre al “paese degli stupratori che sfigurano con l’acido”. Sarebbe come restringere l’Italia alla mafia o la Germania ai nazisti. Sono parti della vita o della storia di questi paesi, ma non ne riassumono l’essenza e le preziosità.

Tornando al libro, ha una scrittura scorrevole e sciolta, priva della marea di termini stranieri con cui in genere vengono sommersi i romanzi ad ambientazione esotica. Probabilmente l’intento sarebbe quello di far vedere che ci si è documentati, che si conosce ciò di cui si scrive; per me l’effetto è solo un ritmo spezzato e una lettura difficile. “Il cielo sopra Darjeeling” invece tratta vari temi, spostandosi non solo tra i continenti ma anche tra i tempi e le trame. A circa due terzi della narrazione infatti, troviamo una regressione di qualche decina di pagine che ci racconta una sorta di storia nella storia, per aiutare sia Helena che noi a comprendere meglio il passato del protagonista ed il perché di tanti punti interrogativi rimasti in sospeso. Non ha la suspence dei thriller, e neppure gli è richiesta, però riesce comunque a nasconderci abbastanza da rapirci e voler arrivare al prossimo capovolgimento.

A presto. I

Jane Austen 2.0 : dopo “The Lizzie Bennet Diaries” segue “Emma Approved”

Il web mi sorprende.
A volte in negativo, anzi direi molto spesso in negativo, ma devo anche ammettere che di tanto in tanto qualcosa di buono vi si riesce a scovare.
Ecco qualcosa che merita, credo, un giudizio più che positivo.

Continuo a seguire fedelmente, settimana dopo settimana, la web series di cui già vi parlai su Cipria e Merletti, il nostro precedente blog. Voglip però segnalarvi di nuovo “EMMA APPROVED” per chi di voi non seguisse C&M o si fosse perso questo articolo.
Figlio della precedente riscuotitrice di enorme successo “Lizzie Bennet Diaries”, anche questa web-serie – trasmessa anche attraverso il canale PemberleyDigital, spinoff di LBD – attira l’attenzione sia delle appassionate di fiction e web-series, sia le appassionate di letteratura, unendo così due mondi diversi ma oggi non incompatibili. “Emma Approved” è infatti liberamente ispirato al romanzo di Jane Austen “Emma” ed ha la stessa struttura base di LBD: giovani attori in via di affermazione; aderenza ma riadattamento in chiave moderna del romanzo; pubblicazione progressiva di video sul vlog della protagonista in cui appaiono gli altri personaggi. 
L’innovazione introdotta in questa seconda web-serie di quella che ormai possiamo considerare una catena di adattamenti austeniani 2.0 – speriamo che ne seguano altri – è l’utilizzo della tecnologia PemberleyDigital ( l’impresa della famiglia D’Arcy in LBD ), il programma di chiamata e messaggistica istantanea “domino”. Anche attraverso questo programma appariranno i vari personaggi della nuova serie “Emma Approved”.

Come l’originale eroina “cartacea”, anche la Emma Woodhouse proprietaria del vlog “Emma Approved” è egocentrica, impegnatissima sensale di matrimoni, sicura di sé, appassionata di moda, superficiale, vanitosa e più consapevole dei propri pregi che dei propri difetti. Differenze? E’ una giovane imprenditrice anziché una ricca ragazza di campagna del 1800.
Quasi un’ anti-eroina, proprio come quella del romanzo di JA, che speriamo migliori episodio dopo episodio grazie al sostegno e l’aiuto del suo socio Alex Knightley, che proprio come nella novel originaria, conosciamo praticamente subito insieme a Mr Weston e Miss Taylor.

Se non l’avete seguita fino a questo momento, potete ovviamente iscrivervi al canale e riguardare dall’inizio gli episodi – quelli già pubblicati sono solo 20 per ora – ma per chi volesse semplicemente cominciare da adesso, vi do un piccolo riassunto:

SPOILER: Emma ha rischiato di perdere l’amicizia di Annie Taylor perché convinta del profondo amore che lega l’amica al fidanzato – trovatogli da Emma stessa – ma per bravura e intuito (secondo lei) o per fortuna (secondo Alex) i due si riappacificano da una crisi passeggera grazie all’aiuto di Emma ed il matrimonio ha finalmente compimento. Emma prende poi un’assistente, Harriet, e si mette in testa di trasformarla da timida ragazza semplice di periferia a estroversa, intraprendente e self-confident donna di mondo. Il miglior modo per farlo è trovargli un fidanzato adatto, così la spinge a rifiutare il tecnico di computer, Martin, e la spinge tra le braccia del ricco e distinto James Elton…con la piena disapprovazione di Alex, che si tiene fuori da tutta questa storia e cerca di ammonirla perché non si impicci di affari non suoi – e che non rientrano nel suo business.images

Per il momento mi piace molto. Soprattutto Alex Knightley è davvero ben interpretato, anche in chiave moderna mantiene tutte le sue caratteristiche. Purtroppo Emma prende per il momento un po’ troppo il sopravvento nel rapporto tra i due, ed Harriet è un tantino eccessiva nelle manifestazioni di entusiasmo o stupore – stile occhi stralunati – mentre James Elton è anche troppo bello! I dialoghi e lo sviluppo/adattamento della trama mi convincono in pieno, quindi non perderò i prossimi episodi!

Se una web-serie stravolge un poco per definizione il romanzo che adatta, è anche vero che procedendo verso un futuro quasi completamente digitale è giusto dare in questo modo nuove opportunità ai vecchi capolavori.

Correte ad iscrivervi!!!

LINK UTILI
https://www.facebook.com/EmmaApproved
http://www.youtube.com/user/EmmaApproved
http://www.imdb.com/news/ni56272913/
http://www.youtube.com/watch?v=aeeXkf8LZ_8
http://www.tumblr.com/tagged/emma-approved
http://berniesu.tumblr.com/post/58440939672/answers-to-some-questions-about-emma-approved
https://twitter.com/EmmaApproved
http://www.hypable.com/2013/10/07/emma-approved-premieres-lizzie-bennet-diaries/

Irene

“Il sangue dei fiori”, esordio di Anita Amirrezvani

“…la mia vita era ben diversa da quella che avevo sognato da ragazzina, al villaggio, ascoltando i racconti della mamma. Le storie che mi hanno accompagnata negli anni finivano tutte con un matrimonio tra un principe ricco e generoso e una fanciulla bella e sventurata, che, da lui salvata, cominciava una nuova vita. […] E’ così che succede nelle favole…ma non sempre”

Anita Amirrezvani, iraniana di nascita e statunitense per adozione, fa il suo debutto internazionale come scrittrice dopo anni di carriera nel mondo della danza contemporanea. Leggendo il suo romanzo d’esordio, “Il sangue dei fiori” appunto, devo dire che lo ha fatto proprio bene.

Con scrittura sciolta e stile equilibrato tra realistico e sognante, dipinge sotto gli occhi del lettore un mondo lontano nel tempo, colorato e prezioso come i lussuosi tappeti che fanno da perno a questa trama semplice ma interessante. Impariamo a conoscere l’antica Persia con i suoi riti di igiene e pudicizia, con le sue tradizioni affascinanti tutto sommato non molto diverse da quelle occidentali dell’epoca – anzi, forse in certi casi più elevate -…creando nella nostra mente un’immagine che coinvolge, che convince e che stride tuttavia con l’idea dell’Iran di guerriglia ed orrori di cui leggiamo sui giornali.

Anita ci racconta la storia di unaragazza tredicenne proveniente da villaggio sperduto nella Persia del 17° secolo, in cui vive con la madre ed il padre, il quale le ha trasmesso la grande passione di fabbricare tappeti.
Purtroppo la sua vita viene sconvolta dal passaggio di una cometa – considerata maledetta dalla superstizione dell’epoca – e la sua vita si macchia con un’ondata di sciagure. La prima è la morte del padre che costringe le due donne rimaste sole a trovare rifugio presso la ricca famiglia dello zio Gostaham, nella lontana – e mitica -città di Isfahān. Qui, tra la magnifica casa dello zio, fabbricatore di tappetti per lo Scià, i minareti della moschee, il Ponte dei 33 archi e l’immensa Piazza del Mondo, la giovane montanara diventerà una donna, assaporando le gioie del paradiso e toccando con l’altra mano le pene dell’inferno. La sua crescita è ostacolata da errori, disgrazie, umiliazioni, ma la tenacia e la passione per i tappeti riusciranno ad infonderle il coraggio necessario a rialzarsi e costruirsi il proprio futuro,  rendendola una ragazza emancipata e forte, dal valore inestimabile. Il che è straordinario, specialmente nell’ambiente storico e culturale in cui ci troviamo.

“Io ero diversa da tutte loro: avevo i miei tappeti e la mia famiglia adottiva a cui pensare. […] Ero una donna: il mio lavoro costituiva una novità e i miei tappeti andavano a ruba tra le donne dell’harem. Non avrei mai rinunciato al mio mestiere, anche se avessi sposato un uomo ricco come lo scià.”

L’unica cosa stonata dell’edizione che ho io, la Mondadori Bestsellers, è la scelta della copertina. Pertinente, per carità, visto che ritrae una donna avvolta in preziose lenzuola sdraiata su un fantastico tappeto. Tuttavia personalmente avrei scelto di estendere il motivo del tappeto persiano all’intera copertina, richiamando l’usanza musulmana di non ritrarre figure umane o animali nelle decorazioni dei loro luoghi sacri.

Questo libro mi ha fatto comprendere molte cose, riguardo alla cultura musulmana ma anche riguardo al processo di crescita che, costante nei secoli, ognuno di noi deve affrontare inevitabilmente. Per questo lo consiglio volentieri.

Dettagli
Il sangue dei fiori
di Anita Amirrezvani
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2007
Pag. 364
Prezzo: 18€

 

Irene

Le Celtic Woman: questa si che è musica!

Ciao a tutti!

Saltellando di sito in blog su Internet, ho trovato una cosa davvero interessante che voglio condividere con voi. Si tratta di un gruppo musicale inglese/irlandese composto da 5 ragazze. E fin qui tutto normale. La cosa bella è che cantano principalmente ninna nanne e canzoni tradizionali inglesi e irlandesi, nonché brani tratti da operette liriche. Non è magnifica come iniziativa, vista l’abbondanza di cantanti pop, rock e quant’altro contro la scarsità di gruppi che si impegnano per far conoscere alle nuove generazioni la splendida musica del passato? Sarà che sono una nostalgica inguaribile, ma la cosa mi ha allietato la giornata.
Chloë Agnew, Lisa Kelly, Lynn Hilary e la suonatrice Máiréad Nesbitt sono le fondatrici di questo gruppo, che nel corso del tempo ha visto accanto a se avvicendarsi numerose compagne: Méav Ní Mhaolchatha, Deirdre Shannon, Órla Fallon, Hayley Westenra ( attualmente membro del gruppo) ed Alex Sharpe.
Nel gennaio 2010 hanno pubblicato l’album “Songs from the heart” 
Per ulteriori informazioni o se vi interessasse acquistare i loro CD…ecco il loro sito ufficiale: http://www.celticwoman.com/

Per farvi un’idea del genere musicale che trattano e delle loro bellissime voci, vi metto il video di una delle loro canzoni, Live da un concerto in Irlanda.

Per la cronaca “Scarbourough Fair” è una canzone tradizionale inglese, a mio parere davvero molto molto bella. Aspetto i vostri pareri

Con affetto,

Irene