Recensione "La Storia di una Bottega" di Amy Levy

La casa editrice Jo March, che apprezzo moltissimo per il suo lavoro di recupero di importanti opere straniere mai tradotte in italiano, quest’anno ci fa fatto arrivare un nuovo piccolo tesoro dopo Nord e Sud della Gaskell.



SCHEDA LIBRO
Titolo: La storia di una bottega
Autore: Levy Amy
Prezzo: € 12,00 
Anno: 2013
Pagine 224 
Traduttore: Ricci L.; Mastroianni V.
Editore: Jo March  (collana Atlantide)


TRAMA
Nella Londra di fine Ottocento, le giovani sorelle Lorimer perdono improvvisamente il padre e finiscono sul lastrico. Rifiutandosi di accettare un destino che le vedrebbe divise tra i vari familiari che si sono offerti di dar loro ospitalità e protezione, scelgono di restare insieme e di sopravvivere con le proprie forze: fra lo sgomento generale, si trasferiscono nell’affollata e viva Baker Street, nel centro di Londra, e aprono una bottega di fotografia. Lacerate dai dubbi, sballottate dai colpi della fortuna, eppure appassionate e tenaci, Gertrude, Lucy, Phyllis e Fanny cercano di resistere alle privazioni e di conquistarsi uno spazio nella società, difendendo un’indipendenza per nulla scontata nella tarda età vittoriana. 


RECENSIONE
Come ci illustra l’introduzione al volume, curata da Silvana Colella, “La storia di una bottega” è un romance che racconta le disavventure, le imprese ed i successi di quattro determinate sorelle nella Londra di fine Ottocento. Quattro sorelle che, per mantenersi dopo la morte dei genitori, sono costrette ad ignorare i cliché tradizionalisti di allora e aprono uno studio fotografico, proseguendo l’attività del padre ormai defunto.
“Una storia intelligente e brillante” scrisse Oscar Wilde in riferimento a questo romanzo, un’opera che spera ed ha i numeri per divenire un classico. Forse non un capolavoro, ma non ne ha neppure la presunzione. Tanti sono i romanzi che non eccellono per ricchezza di stile o di intreccio ma che, tuttavia, inseriamo nelle file dei classici perché comunque di una certa importanza storica e socio-storica. Bene, considerando ciò, anche “La storia di una bottega” ne ha pienamente diritto. 
All’estero, ci spiega sempre Silvana Colella, Amy Levy è già stata riscoperta da parecchio tempo, ma niente è mai stato tradotto in italiano, purtroppo. Lei, un’autrice femminista prima dell’era delle femministe, una donna emancipata prima del traguardo di emancipazione delle donne, ci racconta nel suo romanzo l’incontro del vecchio ordine con la nuova società, che si faceva allora spazio a gomitate per riuscire a cambiare il sistema ormai obsoleto di tradizioni, discriminazioni, privilegi che regnava ancora sulla terra di Inghilterra.


Le nostre quattro giovani hanno personalità diverse, ben pensate ma forse non rese al meglio della loro nitidezza dall’autrice, tanto che riconosciamo l’una o l’altra sorella nelle loro azioni e comportamenti ma non riusciamo ad immaginarcele in carne ed ossa, ad immedesimarci come invece facciamo con le grandi protagoniste della letteratura. 
Non è un libro che scorre in una lettura tutta d’un fiato, io stessa l’ho completato in un paio di mesi leggendolo contemporaneamente ad altri libri perché non riusciva ad attirare la mia esclusiva attenzione, tuttavia non è mai pesante o noioso. 
Gli altri personaggi non protagonisti sono un po’…sfumati, ma credibili. 
Non è un romanzo che parla con forza, tuttavia si fa leggere e, pur se pacatamente, ti chiede di arrivare all’ultima pagina.


IL MIO VOTO




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A presto,
I.



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