Bollywood Rescue: Recensione Guzaarish (2010)


“I pregiudizi impediscono di scoprire le altrui virtù”

Einstein disse che è più difficile distruggere un atomo che un pregiudizio e, purtroppo, credo avesse pienamente ragione. Io, tuttavia, continuo ad essere un’inguaribile sognatrice quindi, pur essendo forse senza speranza, voglio provare a distruggere il pregiudizio.

Noi occidentali siamo stati ottusi per secoli, impegnandoci stupidamente a tenere lo sguardo fisso davanti a noi, come cavalli da tiro con i paraocchi, perché consideravamo inutile voltarci ad osservare le culture che ci stavano intorno. Erano inferiori alla grande cultura europea, dovevano esserlo. Altrimenti come avremmo scusato noi stessi delle barbarie inflitte, dell’egemonia che abbiamo cercato di mantenere strenuamente, con violenza, a costo di calpestare nostri simili non uguali a noi? 
Il problema è, però, che questa nostra attitudine mentale ci ha influenzati tanto da lasciare radici in noi, anche nei più moderni e aperti di mente, anche in chi dice il contrario. Pur senza rendercene conto, ognuno di noi è portato d’istinto a guardare con diffidenza ciò che viene da paesi e culture diverse dalla nostra, da quella che è rimasta comodamente e saldamente al centro del mondo nella visione eurocentrica che continuiamo ostinati a promuovere, ciechi di fronte al cambiamento dei tempi e del mondo.
Anche io sono vittima del pregiudizio, della maledetta abitudine di “far di tutta l’erba un fascio”, di generalizzare. Tuttavia grazie a Bollywood ho avuto un’occasione di ricredermi, di cambiare opinione e questo mi ha tanto arricchita che desidero darla anche a coloro di voi che ne hanno bisogno.
A causa della “fama” che il cinema indiano ha qui nel nostro paese, fino a poco tempo fa anch’io generalizzavo considerando ogni produzione bollywoodiana un polpettone fatto di canti, danze colorate, confusione da bazaar, attori con la caricata espressività delle soap opera di più bassa qualità, plot e dialoghi di ancora minor pregio.

Niente di più sbagliato, niente di più falso.
Certo, anche nell’industria cinematografica indiana ci sono le commedie idiote, i film patinati simil-soap-opera e i polpettoni impossibili da reggere più del decimo minuto. Come ci sono nel cinema italiano, in quello inglese, francese, spagnolo, americano. 
Ognuno di questi paesi è capace di creare pellicole di pregio, capaci di emozionare, kolossal efficaci, capolavori. Posso dirvi per esperienza che l’India non è da meno.
Scoperto questo “nuovo mondo” grazie al film “Matrimoni e Pregiudizi”, rifacimento indiano di “Orgoglio e Pregiudizio”, mi sono avvicinata alla cultura indiana e alle migliori tra le loro produzioni cinematografiche, rimanendone sorpresa, prima, poi affascinata ed emozionata, infine affezionata.
Come ogni industria cinematografica, anche Bollywood ha i suoi divi, i suoi attori più famosi e più talentuosi: Aishwarya Rai, Hrithik Roshan (i miei preferiti, i migliori) ma anche  Abhishek Bachchan, Erick Avari, Kabir Bedi, Salman Khan, Aamir Khan, Shahid Kapoor, Shriya Saran, Asin.


Tutte le pellicole che ho visto, accuratamente selezionate tra tutte come le migliori, mi hanno sorpresa, perché non hanno bisogno di corpi nudi, scene di sesso, sbaciucchiamenti sfrenati o dialoghi strappalacrime per trasmettere la passione, l’amore, la complicità, l’intensità. Lo fanno con lo sguardo, con una carezza o un abbraccio, riuscendo ad essere molto più efficaci e molto più seri. Sanno trasmettere l’allegria, incanalano le emozioni attraverso musiche coinvolgenti accompagnate dal loro unico, affascinante modo di cantare. Ogni movimento del corpo, una parola.

Sanno creare quadri emotivi e artistici minuziosamente studiati.

Ho visto ormai non tanti, ma abbastanza film indiani per affermare che quando portano sullo schermo temi profondi, storie importanti, grandi personaggi, gli attori e le produzioni Bollywood sono capaci di una sensibilità, di una comunicatività straordinarie, riuscendo a toccare nell’intimo ed emozionare oltre la superficiale lacrimuccia.
Il film di cui desidero parlarvi è emblematico di questa grandezza, nonché dell’eccezionale talento dei due attori protagonisti, come vi ho detto i miei favoriti, i migliori: Aishwarya e Hrithik.
Quindi vi prego, anche coloro di voi che fino a questo momento hanno letto il mio articolo con un sopracciglio alzato o un sorrisetto beffardo sul viso, non lasciatevi andare al pregiudizio e datemi una possibilità di vincerlo!
Recensione di “Guzaarish”, Bollywood 2010


Ogni uomo ha diritto di decidere della sua vita. 
Ogni uomo ha il diritto di vivere con dignità…e di morire con dignità. 

Ecco l’importante tema toccato da questo film eccezionale: l’eutanasia, la dolce morte.

Scheda Tecnica
Regista: Sanjay Leela Bhansali
Sceneggiatore: Sanjay Leela Bhansali
Anno: 2010
Lingua: Hindi e Inglese (in molte pellicole bollywood destinate anche al mercato occidentale gli attori mescolano le due lingue, dimostrando una buonissima padronanza dell’inglese)
Cast Artistico: Aishwarya Rai, Hrithik Roshan, Monikangana Dutta, Shernaz Patel, Vijay Crishna, Suhel Seth,  Aditya Roy Kapoor,
Musiche: Sanjay Leela Bhansali
Tracklist:
1# Guzaarish
2# Sau Gram Zindagi
3# Tera Zikr, Saiba
4# Jaane Kiske Khwaab
5# Udi
6# Keh Na Saku
7# Chaand Ki Katori
8# Daayein Baayein
9# Dhundhli Dhundhli
Durata: 116 minuti
Locations: Mumbai, Goa, Panjim,
Inspiration: Romeo and Juliet di Zeffirelli

Trama
Ethan Mascarenhas (Hrithik Roshan) era un illusionista di grande talento, Merlin, il più grande mago del suo tempo, finché un incidente durante uno spettacolo gli danneggia irreparabilmente la spina dorsale, lasciandolo tetraplegico, completamente immobile dal collo in giù. Ethan vive in una suggestiva, antica casa a Goa, amorevolmente accudito dalla sua infermiera Sofia D’Souza (Aishwarya Rai), che gli è accanto da anni e che praticamente lo fa vivere: gli lava i denti, lo veste, lo imbocca, legge per lui, lo lava, lo sposta da una parte all’altra del suo piccolo mondo, il primo piano della grande casa. Per quattordici anni Ethan ha reagito con determinazione alla sua condizione ed è diventato il vitale speaker di una stazione radio, fonte di ispirazione e coraggio per tutti i suoi ascoltatori, malati e non. Dopo anni di lotte contro la malattia, di amore per la vita, Ethan è stanco e decide di sottoporre ad un tribunale la sua richiesta di eutanasia, pratica proibita dalla legge indiana.

Opinioni
Un film che fin dall’inizio ci lascia in attesa della morte, ma che è invece il trionfo della vita prorompente in tutta la sua preziosità.
Guzaarish ci racconta la storia di un uomo fisicamente indifeso ma con dentro una forza d’animo d’acciaio, che ride di cuore quando allo spettatore spuntano le lacrime perché non vuole lasciarsi abbattere dal tiro mancino che la vita gli ha tirato. Non considera la morte una sconfitta ma una scelta ben ponderata perché non sente più dignità nella vita da vegetale che è costretto a condurre.
Ma ci narra anche la più bella storia d’amore di tutti i tempi, quella che unisce Ethan alla donna della sua vita – quella che gli permette di vivere, attraverso la quale lui vive – Sofia, un personaggio in cui grazia e fuoco si fondono insieme a bontà, dedizione, tenerezza e coraggio. E’ una storia d’amore inconsueta, cresciuta giorno dopo giorno in una quotidianità che li fa vivere all’unisono, lei in funzione dei bisogni di lui e lui in totale dipendenza da lei. E’ una storia d’amore raccontata attraverso gli sguardi, i silenzi, i gesti anziché le parole.
Aishwarya e Hritik sono davvero eccezionali nel dar vita a due personaggi tanto complicati che comunicano tra loro non attraverso lunghi dialoghi ma attraverso il loro stesso emozionarsi.

Hritik recita solo con lo sguardo ed il sorriso, riuscendo tuttavia a trasmetterci con straordinaria efficacia l’intera gamma dei sentimenti del suo personaggio, attraverso una sua profondità e vitalità uniche.
Aishwarya, dal canto suo, è eccezionale nel rendere la dedizione giornaliera di una donna che vive per un altra persona ogni singolo istante del giorno, lei sola capace di assisterlo e comprenderlo nel migliore dei modi. Una donna forte, che porta sulle spalle il peso di una casa che non è la sua e di una vita che dipende in tuttto da lei. Una donna che si innamora di un uomo che ha deciso di morire e che tuttavia lascia andare il suo cuore, cogliendo l’opportunità che la vita le sta dando di palesare a se stessa ed al mondo quell’amore fino ad allora espresso solo nella minuziosa ed amorevole cura di ogni giorno verso l’amato.

E’ un film studiato nei minimi dettagli: dalla singola scena al singolo gesto o movimento degli occhi, tanto importanti in questo film più che in altri, ma anche all’allestimento della casa, alla scelta degli attori e alla caratterizzazione dei personaggi, tutti disegnati in modo preciso e profondo, alla colonna sonora, ai costumi.

Mi ha fatta molto riflettere, oltre che singhiozzare letteralmente dall’inizio alla fine. Mi sono immedesimata in un uomo che da artista poliedrico e di successo, da uomo prestante e affascinante, si trova completamente immobile, incapace di provare alcuna sensazione al di fuori del volto e dell’animo e totalmente dipendente dalla volontà e dall’aiuto altrui. Un uomo che non può più abbracciare sua madre, che non può salvare la donna che ama dalle percosse di un marito che la picchia davanti ai suoi occhi, ed è costretto a guardare ed urlare senza poter far nulla. Un uomo che non può spaccare un vaso per sfogare la rabbia, che non può sentire l’acqua del mare solleticargli le palme dei piedi, che non può esprimere e vivere l’immenso sentimento che prova per la donna che gli sta accanto se non con parole dolci, sorrisi d’amore, sguardi intensi e lacrime di gioia.

E dopo essermi immedesimata fino in fondo nella condizione disperata di quest’uomo, l’ho visto affrontare tutto questo con coraggio e forza, spazzare via il dolore e l’impotenza con una risata a squarciagola. Allora ho pensato a come io affronto i miei minuscoli, microscopici problemi, o spesso come scappo da questi per non doverli combattere. Ho passato la serata ad analizzare la mia vita, preziosa come quella di ogni altro essere umano e certamente più fortunata di quella di Ethan, ma l’ho vista sprecata in rabbia, depressione, ansia, paturnie, stupidi complessi, vittimismo, solitudine, pianti e malinconia.
Io che ho la possibilità di vivere davvero la vita che mi è stata donata, la spreco, in faccia a chi saprebbe spremerne ogni attimo trovandone il gusto di ridere, di essere grato e felice, ma non ne ha avuto la fortuna.
Mi sono sentita davvero malissimo, miei cari lettori, devo dirvelo, ma la storia di Ethan e Sofia mi ha dato anche lo sprone di migliorarmi, oltre al coraggio e alla fiducia di poter superare qualsiasi difficoltà. Non solo, mi ha dato la speranza di poter assaporare il meraviglioso dono fattoci dal nostro Signore di poter vivere all’unisono con un’altra vita, di respirare un’altra vita e condividerne ogni singolo istante, gioie e dolori.

Purtroppo io sono riuscita a trovarlo solo in lingua hindi con sottotitoli – ben fatti tra l’altro – in inglese, quindi forse non tutti voi saranno in grado di seguirlo per filo e per segno.
Promettetemi di guardarlo lo stesso! Fatelo, anche se non capite ogni parola, perché in questo film non è necessario. Basta avere il cuore ricettivo e il desiderio di comprendere.

Guzaarish (2010) Eng Subs – PlayList Video su Dailymotion


Voto: 9 1/2 … il più alto che abbia mai dato.

Con affetto,
Irene

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5 pensieri su “Bollywood Rescue: Recensione Guzaarish (2010)

  1. Non conosco molto il cinema indiano – anzi, diciamo pure per niente – però sono sempre curiosa di vedere come “vedono” dall'altra parte del mondo. Questo sembra un film con temi di portata universale, quindi… penso ci darà un'occhiata.

  2. Cara Irene, avevo capito da quello che mi avevi detto e mostrato… ma solo in parte. Ho riletto tutto. Capisco. E sono contenta. Tutto ciò che ti può aiutare a “crescere dentro” e a migliorare come persona e come donna mi rende felice.
    Non so, lo sai il perché, se troverò modo e tempo per poterlo vedere, ma mi piacerebbe … davvero! Baci mamma

  3. ciao irene mi chiamo marta e condivido in pieno il tuo commento sul mondo di bollywood. non è solo musiche e spiritualità é molto di più, ci sono sguardi e carezze c'è sentimento,vero,e non fatto solo di sbaciucchiamenti e scene a volte volgari come nei film occidentali. poesia….ecco alcuni film indiani sono poesia di colori e di colonne sonore meravigliose.anche io come te ho iniziato con matrimoni e pregiudizi e poi con altri film che la rai trasmetteva in estate fino a quando ho visto jodha akbar sia la versione italiana tagliata che quella originale in cui c:é la coppi hirthik e aswaryha semplicemente meravigliosi..tutto é splendido d è da vedere te lo consiglio ! volevo chiederti se guzarish c'è con i sottili in italiano grazie e lunga vita a bollywood

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