Bicentenario P&P – Le coppie e gli amori di Orgoglio e Pregiudizio

SPECIALE BICENTENARIO ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

Oggi, in occasione di questa speciale ricorrenza, faremo un breve volo non pindarico tra le pagine di uno dei capolavori della letteratura prodotta da quella grande autrice che è Jane Austen.
Uno dei temi più cari alla zietta è, naturalmente, l’amore e di conseguenza – almeno ai tempi – il matrimonio.
Ebbene, a testimonianza del suo grande genio artistico ed umano, sfogliando solo quest’opera possiamo trovare una vasta gamma di diverse unioni, di differenti modi di vivere e intendere l’amore coniugale.
Let’s see!



MR and MRS BENNET

Mr Bennet è un uomo intelligente – lo dimostra il fatto che Lizzie è la sua favorita – e colto, descritto come “un misto di sveltezza di mente, umorismo sarcastico, riservatezza e capriccio”. Proveniente probabilmente da una famiglia della piccola borghesia, sposa in gioventù una donna di ceto a lui inferiore, ossessionata dall’elevazione thanks-to-marriage delle figlie forse perché proprio lei, per prima, è stata una piccola arrampicatrice sociale. Mrs Bennet è una donna poco intelligente, piuttosto ignorante, debole di nervi, intrusiva, inappropriata e un po’ rozza. Ora mi direte: che accidempoli ci fanno questi due insieme? Ebbene, i coniugi Bennet sono l’esempio che i matrimoni possono non finire dopo pochi anni in un divorzio perché i due “non sono più compatibili”. Possiamo immaginare che i due si fossero amati in gioventù e dopo cinque figlie, l’aver costruito una vita insieme permette loro di rimanere legati nell’affetto reciproco, pur sia evidente il non perfetto match costituito dalle loro personalità. Si convive con nevrosi, ciccie in eccesso e altri nei in nome di ciò che si condivide con l’altro. Una famiglia e una vita.

CHARLOTTE and MR COLLINS

Lei ha 27 anni ed è brutta, perciò non ha mai ricevuto una proposta di matrimonio nonostante la sua decente condizione sociale, con grande dolore sia della madre – amica di Mrs Bennet…e abbiamo già detto tutto! – che di lei stessa, incapace della forza d’animo e di carattere di Lizzie. Lui è uno “scapolo d’oro” con prospettive di eredità – la tenuta di Longbourn dei Bennet – e irrorato dalla luce della benevolenza di una ricca aristocratica quale Lady Catherine De Bourgh. Quanto meno sarebbe uno scapolo d’oro se non fosse per il suo carattere tedioso, ossequioso, pomposo, scarseggiante di buonsenso, egocentrico, logorroico….bene può bastare questo per spiegare perché Lizzie rifiuta la sua proposta. Charlotte doveva essere proprio disperata per accettare di far da ripiego e sposare uno scarto della sua migliore amica? Secondo l’attuale senso comune, si. Allora le cose erano diverse…anche il matrimonio.
Mentre l’unione dei coniugi Bennet, abbiamo detto, era fondata su un affetto passato base di una giornaliera costruzione comune di una vita insieme, l’amore è totalmente assente nel matrimonio dei Collins fin dal giorno del fidanzamento. Il matrimonio diventa dunque una sorta di contratto di mutuo consenso e di mutua convenienza, lontano dal romanticismo e dalla passione ma stipulato con cognizione di causa e volontà di rispettarlo nell’interesse e nella serenità di entrambi.

LYDIA and WICKHAM


La stupida che cade nelle braccia dello charmant villain della situazione, considerando evidentemente troppo sciocca, troppo brutta o eccessivamente schizzinosa la sorella maggiore che non ha dato seguito al breve flirt con lo stesso Wickham. Lydia è troppo sciocca per capire la vera persona che sta dietro alla facciata accattivante e attraente di lui nonché troppo arrogante per accettare consigli, riflettere sull’esempio di Lizzie o essere dispiaciuta per il dolore ed i disagi a cui la famiglia va incontro per rimediare alle sue azioni.
Lei è frivola, superficiale e idiota; lui è un approfittatore vanitoso, immorale e disonesto. Non poteva certo essere un’unione destinata a durare. In fondo ciò che si basa sul fuoco della passione, sul colpo di fulmine relativo alla prestanza fisica o al “saperci fare”, ci insegna zia Jane nei suoi romanzi non può avere vita lunga. Quello di Lydia e Wickham è l’esempio di un’infatuazione infantile, immatura e deludente, per lei, e una semplice questione di soldi e senso di vittoria per lui.

JANE and BINGLEY


Dolci, di buon cuore, umili e gentili, Jane e Bingley sono fatti l’uno per l’altra, una coppia che emana tenerezza e semplicità ad ogni sguardo. Troppo timidi per confessarsi reciprocamente i propri sentimenti, accettano l’altrui decisione di separarli con dolore ma senza ribellarsi, non perché non tengano l’uno all’altra ma perché semplicemente non è nella loro natura andare contro agli altri, in particolare a coloro a cui vogliono bene. Sicuramente saranno stati genitori comprensivi e affettuosi ma forse un po’ troppo permissivi.
Rappresentano il romanticismo più dolce e sincero. L’amore da favola, quello che dopo mille peripezie, dopo aver superato migliaia di ostacoli e bastoni tra le ruote riesce a trovare il suo happy ending. 


E per finire in bellezza…


LIZZIE and DARCY


Entrambi intelligenti e arguti. Entrambi sensibili e molto legati ai propri affetti. Entrambi leali e generosi. Entrambi affascinanti. Entrambi orgogliosi e prevenuti. Entrambi abituati a stare da soli. Entrambi avventati. Entrambi in errore ma entrambi disposti ad ammetterlo e correggersi. “We’re so similar” dice Lizzie nell’adattamento del 2005. Ed in effetti lo sono. Se non fosse per il baratro sociale che li divide e per i loro stessi caratteri, uguali, che li tengono lontani per buona parte del romanzo. Nel corso della storia maturano, crescono separati ma percorrendo strade convergenti che li portano dritti l’una nelle braccia dell’altro. Un unione di cuori sensibili, animi profondi, menti argute fuse insieme da un meditato e consolidato affetto reciproco.  L’amore perfetto eppure realistico, umano non fiabesco. Quello che tutti noi vorremmo. Un affetto che riesce a farti migliorare e farti accettare reciprocamente i difetti dell’altro in virtù di tutte le qualità che si apprezzano, nell’osservare e amare le quali si sviluppa l’amore stesso.

Spero che questa breve panoramica sia stata interessante.

Dai un’occhiata agli altri articoli dedicati al Bicentenario di Orgoglio e Pregiudizio QUI

Con affetto,
Irene

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2 pensieri riguardo “Bicentenario P&P – Le coppie e gli amori di Orgoglio e Pregiudizio”

  1. Dal 28 gennaio in poi ho letto tantissimi articoli sulle coppie di O&P, ma questa è la descrizione che mi ha emozionato di più..perfetti tutti gli aggettivi che hai usato :D
    Mi sto affezionando sempre più alla coppia Jane-Bingley, ma quando arriva la coppia finale sono sempre brividi..
    “L'amore perfetto eppure realistico, umano non fiabesco. Quello che tutti noi vorremmo”. Verissimo.

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