Il mondo dei prestigiatori attraverso la cinepresa:"The Prestige" e "The Illusionist"

Una locandina doppia del film

” The Prestige “

Suspence. Pura suspence è ciò che sostiene l’intera struttura – già buona di base – del film come delle illusioni che lo animano, centro della trama stessa ed assolute protagoniste. Posso assicurarvi che non vi troverete niente di esoterico, occulto, magico o fantasmagorico. Solo grande passione per il proprio lavoro, talento, ingegnose macchine e un po’ di ossessione. 
La trama gira intorno ai due personaggi principali, Robert Angier “Great Danton” ed Alfred Borden “The Professor”, prima giovani amici assistenti di un prestigiatore, poi grandi illusionisti rivali.
Alfred (Freddie) Borden detto “The Professor”
durante uno dei suoi numeri con il suo oggetto
più caro, quella pallina rossa.

Questo repentino cambiamento avviene dopo il presunto omicidio – seppur colposo – della moglie di Angier, Julia, da parte di Borden. Questo tragico avvenimento scatenerà l’ira e la voglia di vendetta del Grande Danton che trascinerà l’altro, il Professore, in un’ossessivo circolo vizioso fatto di sabotaggi, meschinità, furti di trucchi, nel tentativo di dimostrare all’altro la propria superiorità. In particolare si ostinano nell’eseguire meglio il famoso trucco del trasporto umano, in una vera gara al massacro a colpi di illusioni, marchingegni più o meno scientifici, esperimenti, successi e sconfitte. Entrambi sacrificheranno moltissimo in termini di affetti, dignità, libertà e controllo sulla propria intera vita. 

Il film è disseminato di piccoli inganni, scene ambigue che non tornano con ciò che fino a quel momento si sa dalla trama, segreti e porte chiuse. Tutto si apre alla vista ed alla comprensione dello spettatore – nonché di ognuno dei due prestigiatori – negli ultimi minuti della pellicola, in cui l’uno rivela all’altro, ed a noi, il segreto che sta dietro al proprio successo e quindi alla realizzazione del trasporto umano. Come spiega Cutter – lo’ingegnere e scenografo per cui lavoravano i due da ragazzi e che segue Angier nella sua carriera e che come narratore rappresenta in realtà il punto di vista esterno, ed è dai suoi occhi che noi vediamo i due protagonisti – all’inizio ed alla fine del film: 
Mr Cutter (Micheal Caine) con una colomba “di scena”

Ogni numero di magia è composto da 3 parti o atti. La prima parte è chiamata “La Promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino, o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, sia inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo “Il Prestigio”.

Robert Angier (Hugh Jackman) legge il diario di Borden,
mentre questi si trova in prigione per il presunto omicidio
di Julia, la moglie di Angier.

Non solo i numeri di magia che vengono presentati dai due illusionisti durante il film – e dei quali tra l’altro sono svelati i trucchi…molto interessante! – sono composti di questi tre momenti. L’intero film stesso è idealmente divisibile in tre fasi: all’inizio i due sono uomini normali che amano il proprio lavoro e la trama fila liscia, senza stranezze o colpi di scena. Poi arriva il punto di svolta dopo la morte di Julia. Da lì tutto cambia: gli uomini vengono completamente cambiati internamente ed anche il loro rapporto ne viene sconvolto, ma anche il corso del film si modifica e viene speziato di piccole incongruenze che coinvolgono lo spettatore e lo trasportano verso la fine dell’illusione dove le domande ed il successivo stupore del prestigio lasciano il posto alla spiegazione più o meno razionale.

Olivia assistente di Angier che, mandata
da Borden per carpirne i segreti si
innamora di lui e ne diventa assistente
ed amante

E’ interessante in particolare il fatto che la storia ci sia raccontata in parte con la narrazione esterna di Cutter, come ho detto, ma anche tramite la lettura di ciascuno dei due protagonisti del diario dell’altro. Attraverso le pagine uno spiega all’altro quello, di ciò che è accaduto, che ignora e così naturalmente lo spiega anche a noi.

Il cast è d’eccezione: Hugh Jackman interpreta benissimo il – divenuto – folle Robert Angier “Grande Danton”, nel suo fascino e nella sua eleganza innata come nell’ossessività compulsiva, nella crudeltà e sete di vendetta a tutti i costi; Christian Bale da invece il suo volto al meno raffinato ed “alla buona” Alfred Borden “Professore”, il primo a realizzare il trucco del trasporto umano; Micheal Caine è Cutter, scenografo e ingegnere, creatore di trucchi e abile consigliere di entrambi gli illusionisti; Rebecca Hall interpreta l’antipatica moglie di Borden e madre di sua figlia, che credendo il marito schizzofrenico per i suoi continui cambi di umore e di carattere, si uccide; Scarlett Johansson è Olivia, assistente di Angier che poi si innamora di Borden e va a lavorare per lui; David Bowie è Nikola Tesla – unico personaggio storico del film – scienziato che lavora con la corrente alternata, rivale di Edison. 




” The Illusionist ” 
Una commovente e, come sempre, ostacolata storia d’amore fra un prestigiatore ed una principessa, nata quando entrambi erano poco più che bambini legati da affetto, reciproca comprensione e consonanza d’anime, tuttavia già troppo socialmente distanti. 

La locandina del film

I due ragazzi vengono separati dopo un tenero, sincero e spontaneo scambio di “voti” di amore, fedeltà e promesse. Non si rivedono se non in occasione del primo spettacolo di Eisenheim a Vienna – dopo anni di viaggi e volontario esilio artistico – a cui presenziano il principe Leopoldo d’Austria e la promessa sposa, che ahimé è proprio Sophie. I due si ritrovano, ancora tenacemente fedeli nel cuore e nello spirito ai voti scambiatisi in una capanna umidiccia tanti anni prima. Il vendicativo, geloso, maniaco, crudele, meschino, violento principe Leopoldo perseguita Eisenheim e l’affetto che sta nuovamente sbocciando con Sophie. Sfortuna però – o meglio fortuna – che l’ispettore Ulhm incaricato di tenere sotto sorveglianza, o meglio arrestare al primo passo falso il suo rivale, sia un illusionista autodidatta, molto affascinato dalla grande bravura di Eisenheim e che quindi, un po’ involontariamente ed un po’ no, penda in fondo dalla parte del protagonista.
Non mancano i colpi di scena, anche se non è un film veloce, ed anche in questo caso – come ogni film sugli illusionisti che si rispetti – abbiamo la nostra dose di trucchi e segreti che vengono svelati nelle scene finali. Le ambientazioni sono davvero molto belle, come anche i costumi e la fotografia.
Sebbene si incentri sulla storia d’amore fra Eisenheim e Sophie, viene anche lasciata volutamente sospesa nell’aria, come un velo di foschia, l’esatta natura dei trucchi del protagonista. Sebbene non ci siano richiami esoterici o occulti – altrimenti non l’avrei visto – viene lasciato qualche piccolo appiglio o spunto allo spettatore che ce li voglia scorgere a tutti i costi. Non si può dire che sia scenografico, che abbia grandiosi effetti speciali, però sicuramente è suggestivo e mantiene un’ambigua atmosfera tetra e solenne.

La duchessa Sophie ed il principe Leopold assistono ad uno
spettacolo di Eisenheim, i cui trucchi vogliono essere a tutti
i costi svelati dall’orgoglioso e presuntuoso principe. 

Anche in questo caso abbiamo un cast di rilievo, seppur ridotto: il talentuoso, espressivo Edward Norton nei panni del protagonista, Eisenheim; Jessica Biel interpreta invece la sua dolce ma determinata innamorata duchessa Sophie; Rufus Sewell è il cattivissimo antagonista, il pazzoide principe Leopoldo; Paul Giamatti è il buffo ispettore Ulhm. 

 Confronto 


Entrambi intrisi di illusione e prestigio; entrambi interpretati da grandi attori; entrambi ambientati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, sebbene uno in Inghilterra e l’altro in Austria; entrambi si svelano sul finale; entrambi sono tratti da opere letterarie: il primo dal romanzo di Christopher Pierce, mentre il secondo dal racconto breve di Steven Millhauser; entrambi sono stati prodotti e usciti nel 2006.
Tuttavia presentano le loro differenze, che vi faranno forse preferire un’interpretazione del mondo dei “maghi” rispetto all’altra.

Quale preferite? Ditecelo!!!

“The Prestige” mostra i risvolti pragmatici e negativi del mestiere di illusionista, soprattutto se vissuto totalmente e pienamente come fanno i due protagonisti. E’ un film veloce e gioca molto sulla sequenza rapida delle scene per confondere lo spettatore – come in fondo fanno anche i veri prestigiatori – per ingannarlo e fargli provare autentico stupore arrivati al finale. L’aspetto sentimentale è marginale, seppur costantemente presente, e funge da funzionale cornice. Il suo sviluppo è tuttavia con esito negativo, perché nessuno dei due prestigiatori riesce a mantenere accanto a sé la donna che ama. E’ sicuramente quello che ha riscontrato maggior successo dal pubblico e dalla critica, ma questo non deve influenzare eccessivamente il giudizio. Come ho scritto, dipende dall’interpretazione che sentiamo più vicina.
“The Illusionist” è molto più orientato sull’aspetto sentimentale, emozionale, commovente. Ci sono più elementi storici rispetto all’altro, tuttavia non viene in realtà esaurientemente spiegato come il protagonista riesca ad eseguire la sua illusione, ovvero far apparire immagini – ologrammi – di altre persone. Gli ostacoli, i punti negativi del film sono rappresentati dalla differenza di ceto dei due innamorati e si frappone fra i due osteggiando la reciproca felicità. L’essere illusionista non viene presentato come punto di rottura, barriera rispetto al lieto fine, anzi è proprio la circostanza per cui esso può essere raggiunto. Una visione perciò totalmente opposta rispetto all’altro film, forse più romantica ed irreale ma in ogni caso suggestiva e coinvolgente.


A voi dunque la scelta, ammesso che se ne debba fare una.
Non mancatemi di farmi sapere quale dei due vi ha colpito di più.


Con affetto,
Irene

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