"The Bronte’s Weeks" – Recensione dell’ultimo film su Jane Eyre, dell’ottobre 2011

“E non essere più niente per voi? Sono una macchina senza sentimenti? Credete che solo perché sono povera, oscura, semplice e piccola, io non abbia né anima né cuore? Ho un‘anima come voi e un cuore grande come il vostro e se Dio mi avesse donato bellezza e denaro, vi avrei reso difficile lasciarmi così come è difficile per me lasciare voi.”

Sarà che di film non ci capisco molto e sono abituata a valutare ciò che vedo con i miei sentimenti e il mio gusto personale piuttosto che con una critica cinematografica, ma a me il “nuovo” film su Jane Eyre mi è piaciuto moltissimo. Forse ai nostri occhi la Jane del film può risultare anche troppo giovane, ma personalmente trovo l’attrice molto brava: i suoi occhi non esprimono solo austerità, ma dolore e sofferenza, desiderio di scoprire il mondo, sete di conoscenza, stanchezza per le notti insonni passate a riflettere e tormentarsi, per l’amore sfuggito pur sempre tenuto custodito nel cuore. Davvero credo che l’attrice vada apprezzata anche solamente per questi occhi: ha reso vivo e reale molto di quello che il personaggio di Jane ci dona nel romanzo.

Se proprio voglio trovare una critica al film: può risultare un po’ difficile da seguire a causa delle molteplici sovrapposizioni temporali che sono state messe in apertura, specialmente per chi non conosce bene la storia o non ha letto il libro (vi lascerà stupite, ma esistono persone del genere).  
Altro piccolo difetto: dura solo due ore e per esigenze temporali viene perciò tagliato molto del racconto. Ma questo è sicuramente un difetto che accomuna tutti i film tratti da romanzi: rendere centinaia di pagine in due ore non è certo un compito semplice! Lo ritengo quindi un film ben riuscito in quanto rende bene lo spirito della storia, cosa che nella mia opinione è più importate di una stretta e precisa relazione all’andamento del romanzo.
Il film è riuscito a fare quello che per me è il vero successo: farmi venire voglia di rileggere il romanzo (e sarebbe più o meno per la trecentesima volta!) quindi a me basta per considerarlo ben realizzato.
Sarà che sono io innamorata di Jane Eyre e la amo in tutte le sue forme!

E ora a voi i commenti un po’ più “tecnici” a opera della nostra Irene!


Forse definire le mie recensioni cinematografiche “tecniche” è eccessivo e certamente Alessia nel dirlo era accecata dalle lenti rosa dell’affetto, ma tenterò di fare del mio meglio…come sempre.
Ho pensato che riproporvi la trama del film fosse perfettamente inutile, dal momento che è la stessa di uno dei più celebri ( soprattutto per noi appassionati/e ) romanzi della letteratura inglese.


Cast e interpretazione 

Protagonisti

Jane Eyre – Mia Wasikowska : partiamo subito con la parte migliore di tutto il cast e, forse, dell’intero film. Alessia ed io siamo pienamente concordi nel considerare Mia una delle attrici rivelazione degli ultimi anni. Quest’attrice australiana si è fatta notare in pochi anni interpretando personaggi complessi e di spessore, sebbene in ambiti diversi ( basta pensare ad Alice, la stessa Jane o Helen in “Albert Nobbs” ). Pensavamo che fosse troppo giovane e troppo carina per poter dare il volto alla nostra Jane Eyre…invece è stata sublime, migliore ancora della cara Charlotte Gainsborough. E’ riuscita a rendere allo spettatore tutta la forza di Jane, la sua fragilità ed il suo rigore morale. L’amore che questa Jane prova per il suo Rochester ed il desiderio profondo e quasi doloroso di sposarlo ha una potenza molto più travolgente di quello della Gainsborough, e la sua elevatezza morale insieme alla sua enorme dignità sono molto meglio disegnati.

Questa Jane sa esprime in toto la personalità della Jane che mi sono sempre immaginata, ha gli occhi intelligenti e l’espressione riservata ma non timida, arguta ma non ribelle. Il suo portamento eretto rende tutta la statura interiore di Jane, il suo rifiuto di fare qualcosa che vada contro la propria etica pur rinunciando alla cosa più preziosa che ha: il suo amore. E’ affettuosa, dolce ma rigida quando sa di doverlo essere. Beh può bastare….Voto 9!

Edward Rochester – Micheal Fassbender: anche lui è stata una piacevole sorpresa. Micheal è riuscito, sebbene con non poche difficoltà da sua ammissione, a superare il contrasto evidente fra la sua avvenenza fisica ( che a parere di Alessia e mio è innegabile! ) e l’aspetto un po’ trascurato e corroso dai vizi che doveva avere il Rochester originale, per far sbocciare e mettere in primo piano il fascino interiore di Rochester, quello figlio della sua personalità complessa, contraddittoria, dura e tormentata ma estremamente intelligente e capace di forti passioni e nobili sentimenti. L’ho trovato davvero abile nel far trasparire attraverso la macchina da presa tutta la forza, l’orgoglio e la tempesta che agita questo personaggio formidabile. 

In particolar modo ho apprezzato molto come sia riuscito a lasciare da parte l’interpretazione fatta di altri ruoli di personaggi forti e fascinosi, nei quali il fisico è stato molto importante per la riuscita del personaggio, ed abbia voltato pagina concentrandosi nel rendere Rochester affascinante nella mente più che nel fisico, come ho detto prima. Naturalmente la figura imponente di questo Rochester quando abbraccia la piccola Jane o quando si china ai suoi piedi in lacrime acuisce e da maggior peso alla forza del personaggio ed alla sua virilità, ma non è questo che colpisce inizialmente. La sua interpretazione arriva allo spettatore prima della sua prestanza, e questo secondo me è indice di grande talento. Voto: 8

Mrs Fairfax – Judi Dench: credo che sia quasi inutile “recensire” un’attrice tanto grande quanto Judi Dench. E’ praticamente la madre del period drama, un’interprete meravigliosa che ha saputo interpretare al meglio qualsiasi ruolo abbia fatto. Diversamente non è stato per la dolce ed indaffarata Mrs Fairfax, un’eccellente governante forse dall’intelligenza che non raggiunge le vette di Jane e Rochester ma compensata dalla grande esperienza umana, dalla conoscenza del suo padrone e della vita. E’ una donna dalle spalle molto grandi, sulle quali porta il peso di una casa grande, di un proprietario difficile, della solitudine e della consapevolezza della propria mediocrità intellettuale. Solo con gli occhi Judi Dench è riuscita a trasmetterci tutto questo. Il mio voto non potrebbe essere che 10!
Altri personaggi
St. John – Jamie Bell 
Mrs Reed – Sally Hawkins
Blanche Ingram – Imogen Poots
Lady Ingram – Sophie Ward
Richard Mason – Harry Lloyd
Mary Rivers – Tamzin Merchant
Diana Rivers – Holly Grainger
Grace Pool – Rosie Cavaliero
Helen Burns – Freya Parks
Young Jane Eyre – Amelia Clarkson
Adèle – Romy Moore
Bessie – Jayne Wisener
Mr. Brocklehurst – Simon McBurney


Regia e scene 

La regia è di Cary Fukunaga, che ha deciso di enfatizzare volutamente i caratteri un po’ oscuri e tenebrosi, passatemi il termine poco originale, delle atmosfere che caratterizzano questo romanzo meraviglioso. A questo riguardo ha detto:

Ho speso molto tempo rileggendo il libro e cercando di sentire quello che C. Brontë sentiva mentre lo scriveva. C’è un qualcosa di sinistro che affligge l’intera storia… ci sono stati qualcosa come 24 adattamenti, ed è veramente raro che si veda questa sorta di lato più oscuro. Lo trattano come se fosse soltanto un romanzo d’epoca, e io penso che sia molto di più

Trovo che sia riuscito abilmente a dare un tocco più moderno alla regia così che possa essere più apprezzata anche dalle ultime generazioni, abituate alle atmosfere tetre e Tim-Burtiane, senza però annacquare per niente il romanzo, i suoi scenari e la profondità delle sue atmosfere, quelle che la stessa Charlotte Brontë aveva ideato.
Il film inizia da quando Jane è scappata da Thornfield e si rifugia in casa di St. John e le sue sorelle, muovendosi poi avanti e indietro nella storia tramite vari flashback, che forse rendono un po’ complicata la comprensione della sequenza temporale della storia a chi non abbia prima letto il romanzo o visto altre trasposizioni cinematografiche precedenti di “Jane Eyre”. In ogni caso a noi che conosciamo a menadito la trama ed ogni singola scena della storia, sono risultati piacevoli perché danno un po’ di movimento e di modernità alla rappresentazione. 
A proposito di scene, ce ne sono state alcune che abbiamo ed ho particolarmente apprezzato di questa versione del 2011. Vi porto alcuni esempi.

  • La scena in cui Rochester chiede a Jane, dopo che si è palesata la moglie pazza dalla soffitta, di rimanere al suo fianco come se fosse sua moglie…ma non essendolo ufficialmente. Oggi diremmo che le stava chiedendo di diventare la sua amante, compromesso morale che la nostra Jane non era affatto disposta a fare, anche se per amore. Jane e Rochester sono davanti al fuoco, e lei si è appena ripresa dopo uno svenimento causato dal dolore e dallo sgomento del matrimonio saltato. In quelle manciate di secondi i due protagonisti riescono a trasmetterci tutta la potenza di quell’amore, la passione che arde in entrambi ed il dolore di un idillio rovinato dagli errori passati. Rochester si umilia, le chiede perdono in ginocchio e piange facendo crollare tutto il suo orgoglio per la forza del desiderio di avere Jane al suo fianco. E lei che, lottando con ardore contro se stessa ed un paragonabile desiderio, riesce ad avere il coraggio sovrumano di lasciarlo e scappare, salvo poi crollare quasi morta di dolore nella brughiera. Solo la prepotente forza di questa scena vale tutto il film!
  • Quando la piccola Jane torna in camera per togliersi il vestito da sposa e le sue dita magre tolgono i nastri del corpetto quasi stappandoli, con una velocità e una precisione che solo la forza della disperazione può dare. Per me questa sola ripresa vale la pena di vedere il film. (Alessia)

  • La scena in cui, dopo essersi finalmente dichiarati il proprio amore, tornano al castello completamente bagnati di pioggia ma felici e, prima di coricarsi, si scambiano un bacio ridente ed appassionato al contempo, incuranti della sconvenienza ed assurdità del loro amore che va oltre i limiti di classe e di età rendendoli uguali, due anime sensibili ed intelligenti i cui cuori sono legati da una corda indissolubile. La loro immensa gioia, quasi di bambini, esce fuori dallo schermo e coinvolge, rendendoci più umani e vicini questi due personaggi straordinari.

  • Quella in cui Jane non riesce ad accettare la proposta di St. John di divenire sua moglie ed andare a servire con lui come missionari in India. Quella singola scena rivela la grandezza di Jane ed il rispetto che lei ha di se stessa insieme alla pochezza di Rivers, incapace di comprendere la vera natura dell’amore. C’è poi quella vena mistica del romanzo in cui Jane riesce a sentire nel suo cuore la voce di Rochester che la chiama, come udendola davvero con le proprie orecchie. E Jane/Mia inizia a vagare nella brughiera correndo verso la fonte di quella voce, l’uomo a cui appartiene il suo cuore che le è pari e che comprende e condivide il suo sentire, la sua sensibilità. E’ una scena molto coinvolgente e che esprime benissimo il carattere dei personaggi implicati. Mi è piaciuta moltissimo. Ed è certamente migliore della trasposizione del 1995. 

E poi ce ne sarebbero tantissime altre: quelle spensierate in cui Jane e Rochester passeggiano nel giardino come fidanzati, esprimendo tutta la dolcezza del loro amore; quelle in cui la piccola Jane soffre le pene dell’inferno in collegio ( e posso finalmente dire che questa Young Jane è più simpatica di quella del 1995…non la sopportavo! ) o quella in cui Jane salva Rochester dall’incendio appiccato in camera sua dalla moglie pazza e nella quale è trasmesso in modo più efficace rispetto ad altre rappresentazioni tutto il desiderio che provano l’uno per l’altra, non solo emotivo e mentale ma anche fisico….ed altre ancora, ma basta così. Guardate il film e fateci sapere le vostre opinioni.




Opinioni Finali 

Per concludere ( e forse starete pensando “sarebbe anche l’ora!” ) ho trovato il film davvero ben fatto: molto aderente al romanzo nella caratterizzazione dei personaggi e nelle scene, ma arricchito da interpretazioni originali e personali degli attori, un cast ben assemblato e qualche goccia di modernità che lo rende attuale ed apprezzabile anche dai meno appassionati. Chissà che non possa contribuire ad avvicinare qualcuno al mondo della letteratura, in primis, e dei film in costume secondariamente…! 
Tale è anche l’immodesto e più alto obiettivo di questo nostro post, non fatto solamente come recensione o per informazione verso gli appassionati che ancora non hanno avuto modo di vedere il film, ma anche come ponte di collegamento fra il vasto pubblico ed il nostro mondo.

Voto: 9


Con affetto,

Irene ed Alessia
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12 pensieri su “"The Bronte’s Weeks" – Recensione dell’ultimo film su Jane Eyre, dell’ottobre 2011

  1. Sinceramente sono tra quelle affezionate alla versione con charlotte gainsbourg però dopo aver letto questa recensione, penso che vorrò provare a vedere anche questa ultima edizione :-)
    a presto
    vaty

  2. L’attrice che interpreta la parte di Jane è brava e credibile, oltre che graziosa, con lo stesso sguardo da cerbiattina che fu di Joan Fontaine, nella versione cinematografica del 1944; non meno bravo è l’attore che interpreta Mr.Rochester, demoniaco e oscuro come Orson Wells (1944), ma sensuale e sfrontato come Timothy Dalton (nella versione BBC del 1983), anche se il mio preferito rimane sempre George C. Scott, nella versione del 1970, quello per tv, con Susannah York. Una nota di merito anche per Judi Dench, composta ma splendidamente espressiva e per il giovanissimo Jamie Bell.
    Bello, il film è davvero bello…
    Una fotografia molto curata, quasi studiata sui libri di Storia dell’Arte, che affascina ed ipnotizza; una sceneggiatura di tutto rispetto, piuttosto fedele al testo, seppur con qualche (ma apprezzabile) variazione sul tema; un delicato gioco di flashback che non infastidisce e che non disorienta. Insomma, si capisce che mi è piaciuto? ;)

  3. Recensione stupenda davvero! E devo dire che ho pensato le stesse cose che avete scritto voi mentre guardavo il film.
    Solo una cosa: personalmente ho trovato questa versione di Jane Eyre tutt'altro che “burtoniana”. anzi credo che ci fosse bisogno di qualche bel paesaggio primaverile come hanno fatto qui a differenza della versione di Zeffirelli (che amo lo stesso).

    Tess

  4. Sono davvero felice che a tutte abbiate apprezzato sia il film che la nostra recensione, e che siate dunque d'accordo con le nostre impressioni. In modo un po' più confidenziale – visto che siamo nella sezione commenti e non più all'interno del post – posso dirvi che adoro con tutta me stessa questo film! Mia è stata sublime…e Rochester…beh Rochester lo amo proprio! Questo Rochester è riuscito a farsi amare quasi di più di quello del romanzo ai miei occhi…e non è cosa da poco! Forse perché aveva il volto ed il corpo di Fassbender che lo aiutavano? Anche, ma come ho detto nel post, non solo…
    Un bacio e grazie a tutte di averci espresso la vostra opinione.

  5. Sono cresciuta con il vecchio Jane Eyre in bianco e nero, con Jean Fontaine, certo troppo bella per interpretare Jane, che nel libro non è particolarmente bella, anzi, viene definita “non bella” ma con i lineamenti simili a quelli di una creatura dei boschi… eppure adoravo Jean Fontaine e quel burbero inqietante di Orson Welles… Poi quando ho letto il libro la prima volta, al liceo, me ne sono innamorata e il rifacimento di Zeffirelli con Charlotte Gainsbourg mi è piaciuto immensamente… sono davvero molto affezionata a lei anche io, è più Jane, è lei… eterea, coi lineamenti particolari, non particolarmente belli ma… è lei!
    Questa nuova versione non sono ancora riuscita a vederla, al cinema qui dalle mie parti non l'hanno data e sto aspettando di vedere il DVD, appena riesco a procurarmelo. Sicuramente è un bel film, anche se l'attrice non so, mi comunica un po' di freddezza, ma forse è solo una mia impressione…
    Invece mi hanno parlato benissimo della versione della BBC, che non sono ancora riuscita a vedere…
    Ora come ora Charlotte è la mia preferita… la adoro! *.*
    A presto carissime e grazie per questa splendida recensione!

  6. Bella recensione! Anche io credo che questa trasposizione cinematografica di Jane Eyre sia stata fatta molto bene. Personalmente non avevo amato quella di Zeffirelli o quella con Timothy Dalton (in quest'ultima la fotografia era insopportabile, troppa luce ovunque: sembrava solo un set cinematografico non un'antica dimora). Sicuramente una delle cose che ho apprezzato di più è stata la cura dei dettagli, le luci soffuse, i costumi finalmente simili a quelli dell'epoca in qui si svolge la storia. E chapeau agli attori: veramente bravi!
    Un bacio!

    Un'appassionata lettrice

  7. Care Alessia e Irene,
    concordo con le vostre osservazioni sull'ultima trasposizione cinematografica del nostro amato romanzo, anche se porto sempre nel cuore la versione di Zeffirelli, a cui va dato il merito di una sensibilità e delicatezza notevoli nell'interpretare i personaggi in “Jane Eyre” in un'epoca non particolarmente propensa all'introspezione e alla spiritualità.
    Barbara

  8. Ho scaricato questo film con uTorrent, l'ho trovato a dir poco stupendo. La scena in cui Rochester si consuma, implorando Jane di rimanere al suo fianco è la mia preferita. Non ho letto tutto il libro, anche se sono curiosa di sapere se i dialoghi sono stati tutti riprodotti fedelmente in questa scena. Ne traspare una passione violenta come un uragano. Posso solo dire che amo alla follia questo film (dopo Titanic di James Cameron, ovviamente!)

    Giò.

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