The Bronte’s Weeks – Qualche riflessione su "Agnes Grey"

L’autrice, Anne Bronte

Vi siete mai accorti che alcuni romanzi via via che vengono riletti, invece di venire a noia, acquistano valore mostrandovi nuovi particolari e nuove sfumature? Io credo che accada solamente per quei romanzi veramente profondi, che ti lasciano qualcosa dentro che va al di là di una bella storia piacevole da leggere. Agnes Grey per me fa parte di questo genere di romanzi.
Abbiamo già parlato di questo libro in un altro post, ormai qualche tempo fa. L’ho amato dalla prima sfuggevole lettura ed ho imparato ad apprezzarlo maggiormente ogni volta che lo riprendo in mano. Nella prefazione alla mia edizione, l’Oscar Classici Mondadori del 1999, è riportato il commento di George Moore, uno scrittore irlandese della seconda metà dell’Ottocento i cui scritti influenzarono personaggi come James Joyce, nel quale egli definì Agnes Grey “un romanzo perfetto”. Posso dire di concordare completamente con questa affermazione, anche se con ogni probabilità i canoni con cui valuto un romanzo sono molto diversi da quelli che aveva George Moore! Trovo quest’opera di Anne Bronte –  la sorella certamente meno conosciuta delle tre ma non a ragione – perfetto ed eccezionale se contestualizzato nell’epoca in cui fu scritto.
Mi sento di poter definire la protagonista, Agnes, una ragazza moderna e vicina al nostro attuale modo di sentire: cresciuta in un ambiente chiuso (essa stessa nel romanzo ammette di non conoscere altro che la sua stessa famiglia e di avere scarsissimi rapporti con il mondo esterno) non si china sottomessa al suo destino, ma cerca di cambiarlo. Spinta dalla necessità, ma anche e soprattutto dal suo desiderio di conoscere, decide di compiere un viaggio di scoperta nel mondo esterno, abbandonando la sua casa per fare l’istitutrice, nonostante la contrarietà della sua stessa famiglia. E anche quando il suo primo tentativo si rivela un fallimento, Agnes non si ritiene sconfitta: decide di uscire di nuovo nel mondo, con ancora maggiore energia rispetto al suo primo viaggio, forte delle sue esperienza e sicura di non commettere nuovamente gli stessi errori. La nostra eroina dà inoltre una nuova dimostrazione di un carattere deciso e integro nel riuscire a non farsi minimamente modellare dal mondo esterno con cui entra in contatto: rimane ferma sui suoi principi, giudica gli altri con la sua ferma morale e decide di non cambiare. Giudica, è vero, ma non risce mai a cambiare il mondo: non riesce infatti a far adottare i suoi stessi principi a nessuna delle sue allieve.
L’unica che si mostra minimamente sensibile alla sua influenza è Rosalie Murray, che sceglie però deliberatamente una condotta immorale dal punto di vista di Agnes, pur riconoscendo di comportarsi male.
Altra figura, a mio parere, profondamente interessante è la madre di Agnes.

La signora Grey è stata una giovane che ha vissuto quel mondo che incuriosisce tanto Agnes, ma che lo ha rigettato scegliendo di sposare un uomo senza ricchezze solo per amore, dovendo però rinunciare anche all’eredità che le sarebbe spettata. Ha quindi compiuto un viaggio inverso a quello di Agnes, nascendo nel mondo e decidendo di rifuggirlo.  Pur essendo nata in una famiglia agiata non si spaventa di fronte alle rinunce e alla fatica e non si pente mai delle scelte fatte: risulta invece da tutto il romanzo una donna forte e attiva, pronta a lavorare duramente per sostenere se stessa e la sua famiglia. Anche in conclusione del romanzo, quando Agnes corona il suo amore, decide di restare a gestire la scuola da sola con una dipendente, piuttosto che andare a vivere con una delle figlie. E il rapporto che tiene con loro è un altro punto di forza nella storia del personaggio. Pur avendo rigettato il mondo non condiziona l’opinione delle figlie: Agnes ci rivela che sua madre racconta loro della vita precedente, probabilmente gli aspetti piacevoli. Lascia a loro la responsabilità di decidere cosa pensare del mondo e non dà modo di pensare che giudichi le scelte che fanno.
Se è facile un confronto del personaggio di Agnes con quello di Rosalie Murray, spontaneo viene il confronto tra la signora grey e la signora Murray: quest’ultima sacrifica la figlia in nome della posizione sociale e della ricchezza, l’altra sacrifica se stessa per permettere alla figlia di fare le proprie scelte.
Abbiamo parlato un po’ dei personaggi femminili, parliamo adesso di uomini!

Il signor Grey deve evidentemente essere un grande uomo se è riuscito a conquistarsi l’amore della donna tanto straordinaria di cui abbiamo parlato. Ma questa mia convinzione non è comprovata dal racconto: il padre di Agnes, pur comparendo per fini narrativi, è quasi del tutto assente nella vita diretta della protagonista: non parla, non agisce, si fa prendere dallo sconforto, getta la famiglia in un periodo di ristrettezze economiche per le sue mire di espansione del proprio capitale. Anche alla partenza di Agnes da casa, sulla porta, restano a salutarla solo due figure: la madre e la sorella. Ben si intenda che il personaggio di Agnes non lo giudica se non con affetto e amore, non critica le sue azioni o i suoi pensieri. Sono io che esprimo questa critica su di lui, ma non si può dire che il romanzo sia tenero con le altre figure maschili del romanzo (meno una).
Il signor Bloomfield compare solamente per incutere terrore nei figli o per rimproverare Agnes; il signorino Bloomfield è il vero “torturatore” senza cuore di Agnes; il signor Murray con i suoi comportamenti e le sue parole influisce negativamente sulla figlia minore insegnandole una condotta discutibile e un linguaggio osceno; i figli maschi della famiglia Murray risultano ininfluenti nella storia, poichè presto vengono mandati a scuola; gli altri uomini con cui via via viene a contatto, in conseguenza alle amicizie delle signorine Murray, la ignorano e non parlano con lei.
Ho già accennato ad un’unica eccezione: il signor Weston. Egli l’ascolta, la capisce. Ne condivide i principi e le idee. Costituisce la perfetta comunione con la sua anima, l’esatta corrispondenza maschile del suo essere. Forse è da questo punto di vista che Agnes giudica gli altri uomini? Avendo trovato la sua perfezione, vede negli altri i difetti a cui forse inizialmente era cieca. O forse il mondo ha veramente condizionato tutti gli altri uomini e Weston è il solo ad essere, come la stessa Agnes, rimasto integro? 
Non sono in grado di rispondere alla mia stessa domanda, ma la riflessione ci fa capire come l’amore silenzioso e taciuto che cresce in Agnes è forte e sincero. Nè Weston nè Agnes sono persone da perdersi in formalità, civetterie e smancerie simili, ma piuttosto sono persone semplici nei loro sentimenti e concrete nel loro interagire. Tutto ciò li rende lo specchio perfetto l’uno dell’altra.
Dopo queste brevi riflessioni su Agnes Grey (non vi sembrano brevi?! …sapeste quanto potrei scrivere ancora!), spero di aver sollecitato la vostra curiosità di leggerlo, se ancora non lo avete fatto, o di riprenderlo in mano, se già lo avete letto in passato.

Vi aspettiamo per i prossimi, speriamo interessanti, post sull’opera delle Sorelle Bronte nell’ambito della nostra iniziativa “The Bronte’s Weeks”.

Con affetto,
Alessia

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4 pensieri su “The Bronte’s Weeks – Qualche riflessione su "Agnes Grey"

  1. Anch'io vi faccio i miei complimenti, veramente ben scritti questi post. La prima volta che ho letto Agnes Gray non mi è piaciuto, l'ho trovato addirittura insopportabile. Preso un mano alcuni anni dopo l'ho amato tantissimo: è proprio vero che ogni libro ha il suo momento per essere letto! Ciao, Antonella

  2. Grazie care…siamo felici ed orgogliose che vi stiano piacendo e che riescano nel nostro intento di avvicinare un po' le lettrici a questo romanzo che, delle opere delle Bronte, è forse quello meno apprezzato.

  3. Devo ancora scoprire la terza sorella, Anne, e scalpito sempre di più, soprattutto dopo le tue parole, cara Irene.
    Ho sullo scaffale d'attesa “The Tenant of Wildfell Hall”, di cui mi hanno già parlato molto bene. E presto metterò le mie manine avide anche su una copia di Agnes Grey. Ma soprattutto, cercherò di leggere entrambi, sono davvero troppo curiosa di incontrare Anne!

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