Gosford Park: upstairs and downstairs prima di Downton Abbey

Forse molti di noi che hanno seguito – e continueranno a seguire – la serie televisiva “Downton Abbey” ( che vi abbiamo presentato QUI )  non sanno che i suoi creatori si sono ispirati ad un grande film del 2001: Gosford Park.
Il famoso “narratore” di Hollywood Robert Altman ricrea in questa sua raffinata pellicola, premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, l’atmosfera che aleggiava sulla contraddittoria e diseguale società inglese degli anni ’30. Egli ci fa strada in questo mondo fra lusso, relazioni sbagliate, matrimoni infelici contratti per comodo, inflessibili piramidi sociali e intrighi o misteri familiari.

TRAMA

Nella bellissima tenuta di campagna di Sir William McCordle e della moglie Lady Sylvia si riunisce per il weekend un’eclettica compagnia mista di amici e parenti, tutti più o meno nobili. Un famosissimo attore di Hollywood ( anzi due…), un produttore cinematografico, una non più giovane contessa, un eroe reduce della Prima Guerra Mondiale con la moglie, Upstairs, fanno trottare e sconvolgono il sereno tran-tran della popolazione Downstairs. Tutta la servitù, infatti, si mette all’opera per mettere a proprio agio gli ospiti, nonché i loro valletti personali che si inseriscono, loro malgrado, nella rigida gerarchia della seconda famiglia di casa.

CATEGORIA FILM

Il film sarebbe un giallo, giacché nella grande villa si consuma un omicidio, eppure da subito si comprende che esso appare come un semplice pretesto. Il sapore è quello retrò della ironica commedia britannica in costume.

CAST
Michael Gambon – Sir William McCordle, il padrone di casa
Kristin Scott Thomas – Sylvia McCordle, la padrona di casa
Emily Watson – Elsie, la capocameriera
Helen Mirren – Mrs Wilson, la governante

Stephen Fry – l’ispettore Thompson che indaga sull’omicidio
Clive Owen (!!!!!) – Robert Parks, valletto
Maggie Smith – Lady Trentham e Kelly MacDonald – Mary, la sua cameriera personale
Da sx in basso: Bob Balaban – produttore americano Morris Weissman; Jeremy Northam – attore di Hollywood Ivor Novello; Tom Hollander – Antony Meredith ed infine Camilla Rutherford – Isobel McCordle, la figlia del padrone di casa.
Eileen Atkins – Mrs Croft, la cuoca
Ryan Philippe – Henry Denton, valletto…e non solo!

E poi abbiamo Charles Dance ,Claudie Blakley, Laurence Fox Geraldine Somerville, Natasha Wightman, James Wilby al piano di sopra e Alan Bates, Richard Grant, Derek Jacobi e Sophie Thompson al piano di sotto.

CONSIDERAZIONI

In
questo film si può sentire il profumo di cambiamento che doveva
certamente esserci alla fine della Guerra negli ambienti aristocratici,
nel quale erano costretti a convivere i membri di due generazioni, che
non avrebbero potuto essere più diverse. Da una parte la vecchia
nobiltà, rappresentata dalla contessa Lady Trentham, che non vuole
abituarsi alle innovazioni che le presenta questo mondo in evoluzione e
che cerca disperatamente di rimanere attaccata, agganciata ai propri
privilegi ma soprattutto alla propria mentalità. Scena emblematica è una
delle prime quando, dal retro della carrozza, Lady Trentham fa fermare
l’autista per chiedere aiuto alla sua giovane cameriera personale:
“Aiutami…è complicato questo oggetto, non riesco a farlo funzionare ” le dice, parlando di un thermos!!!

Dall’altra parte la nuova generazione, che ha vissuto attivamente
la Guerra e che si rende conto, pur rimanendo aristocratica, di quanto i
tempi siano inevitabilmente cambiati: la servitù resta arredamento
della casa ( ancora è presto…) ma ci si rende conto che un attore non è
da disprezzare più di un nobile solo perchè “lavora”.
E’ bello
anche il gioco sapiente che Robert Altman fa nel film dei tempi: quanto
la camera si trova Upstairs, infatti, i tempi sono allungati e le azioni
rallentate per rendere al meglio l’ozio e l’inattività quasi totale che
regnava nel mondo dei Padroni, almeno in contrapposizione a quello
della loro servitù; spostandosi Downstairs, invece, la camera si muove
velocemente, i personaggi agiscono tutti contemporaneamente e con
movimenti molto rapidi, così da trasmettere l’agitazione e la fretta che
rapiva giorno dopo giorno gli abitanti del piano di sotto. Cenavano in
20 minuti o fra una portata e l’altra!

E’ ben rappresentato anche il sostanziale disprezzo che la
servitù provava per i propri padroni, mascherata tuttavia dietro una
patina di obbedienza e sottomissione che era loro imposta dalla
professione e dal gradino sociale di appartenenza. Praticamente tutto il
tempo libero a loro disposizione assolti i loro doveri era dedicato
alla critica dei ricconi che camminavano sulle loro teste.
E
proprio sulla descrizione della vita al piano di sotto questo film è
efficace e chiarificativo – come lo sarà poi il successivo Downton
Abbey. Ho imparato, ad esempio, che in alcune case ( a discrezione del
maggiordomo e della governante ) per praticità si appellava il valletto
dell’ospite Mr X con il cognome del proprio padrone, quindi nelle
occasioni informali – quando non erano presenti i padroni, gli ospiti o
comunque altri che non fossero membri della servitù di casa – il
valletto veniva chiamato Mr X. Questo per non fare confusione, e non c’è
da stupirsene visto che la famiglia poteva accogliere insieme MOLTI
ospiti e che ogni ospite aveva almeno al proprio seguito un valletto/una
cameriera personale.
E’ interessante anche notare come la
coesione
fra la servitù di casa e quella personale degli ospiti
costituisse un problema abbastanza rilevante: i secondi intralciavano il
lavoro ai primi, era necessario spiegare loro tutte le consuetudini
della casa ed il metodo che si seguiva nella distribuzione delle
mansioni e quant’altro. Era forse più complessa e rigida la gerarchia
all’interno della servitù piuttosto che all’interno dell’aristocrazia.

Consigliatissimo, insomma, a chi ha apprezzato Downton Abbey in particolare ma, più in generale, a tutti coloro che hanno voglia di farsi trascinare nell’atmosfera british di una tenuta anni 30.

Voto: 7

Con affetto, 

Irene

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10 pensieri riguardo “Gosford Park: upstairs and downstairs prima di Downton Abbey”

  1. In Downton Abbey (che ho seguito e continuerò a seguire perchè comunque rappresenta un genere che amo) i richiami a Gosford Park sono molto evidenti, ma secondo me non c'è paragone! Il film è decisamente più raffinato, per non parlare poi delle interpretazioni degli attori che secondo me in Downton Abbey lasciano un po' a desiderare.

  2. Sono assolutamente d'accordo con Silvia.
    Anche io ho seguito Downton, ma forse per la mancanza della parte thriller e della suspense ho preferito di gran lunga Gosford Park, inoltre credo che sia un'opera magistrale e con un sacco di attori che adoro, specialmente Maggie Smith ed Helen Mirren, due donne veramente straordinarie!
    Sono felice che tu abbia scritto una recensione al riguardo, grazie =)

  3. Oddio ma questo blog è splendido e per un'amante dei period dramas e film in costume come me è una bibbia!!! Vi linko subito sul mio blog!!! Ora mi spulcio tutto come si deve :P

  4. L'ho visto a scuola! Comunque complimentissimi per il blog! Siete riuscite ad incantare una 13enne con la passione di Jane
    Complimenti!!!

    Giuly

  5. Mi è piaciuto molto il film, non avevo realizzato fosse di Altman: è sempre un gran maestro. Mi è piaciuto anche il post, particolarmente per quanto riguarda la critica “cinematografica”: interessante il particolare della diversa velocità delle riprese tra upstairs e downstairs!

  6. Grazie mille Anna, sono contenta che il post sia stato utile al suo scopo ed abbia stimolato interesse verso il film e voglia di vederlo. Passa a trovarci quando vuoi :)

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