Sposarsi o non sposarsi? L’esperimento meglio riuscito di Charles Darwin

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Siete pronti? Avete le orecchie stile Dumbo ben aperte, la mano accostata per udire meglio? Perché oggi facciamo un po’ di “gossip storico”. 

Tutti noi conosciamo il grande impegno e lavoro che Charles Darwin dedicò quale scienziato alla formulazione e alla conferma delle proprie teorie; l’accuratezza e la disciplina del suo metodo sono state rammentate a tutti noi dai vari professori di scienze, geografia o biologia. Che condividiamo o meno le conclusione che ne trasse, è indubbio che il rigore che applicò al suo lavoro di naturalista fu encomiabile. Culmine dei suoi studi il viaggio sulla crociera Beagle (… e meno male che non aveva Schettino come capitano! ), le migliaia di pagine di appunti e desunzioni sono arrivate pressoché intatte fino a noi, dando l’opportunità agli studiosi moderni che seguono le sue orme di analizzare effettivamente e direttamente il suo lavoro.
A noi del salottino letterario di Cipria e Merletti, tuttavia, non interessano le grandi conoscenze che egli possedeva sul corteggiamento degli uccelli delle Galapagos piuttosto che sul sistema riproduttivo della tal pianta. Ci interessano, fra i tantissimi foglio da lui manoscritti che sono giunti in nostro possesso, le poche pagine ( della prima potete vedere qui sopra l’immagine ) nelle quali egli considerò con perizia e freddezza analitica i pro ed i contro del matrimonio. Non quello degli animali…il suo!

Ebbene si, giunto alla veneranda ( si fa per dire ) età di ventinove anni, lo scienziato si rese conto che era arrivato il momento in cui un uomo, specialmente allora, doveva prendersi la responsabilità di una famiglia tutta propria, e lasciare da parte i viaggi in solitaria intorno al mondo.
Gli appunti, scritti indicativamente intorno al 1838, erano divisi in due colonne intitolate “Marry” e “Not Marry”, al centro della pagina il riferimento shakespeariano “This is the Question”

Sei dei figli di Charles ed Emma Darwin

Tutti noi naturalmente valuterebbero, o hanno valutato, bene la situazione prima di assumersi un impegno importante come quello del matrimonio. Tuttavia non si può certo dire che lo spinsero alla scelta una passione irrefrenabile o una folle disperazione. Il freddo calcolo era sempre stato padrone di lui, e dunque non fu diverso neppure nel campo delle relazioni matrimoniali.
Fra i suoi benefici, lo sposalizio comportava la possibilità di “avere figli – se piace a Dio – una compagna fedele ed amica nella vecchiaia, che si interessi a me, oggetto di amore e di svago, in ogni caso meglio di un cane“. Direi che avrebbe benissimo potuto concludere così, in bellezza. Diciamo pure che il romanticismo non era certo il sangue che animava l’arteria principale del suo corpo, la linfa della sua esistenza.
Continuando poi nell’analizzare i pro di un’unione matrimoniale, Darwin elenca una casa propria e qualcuno che se ne prenda cura, il fascino della musica ed il cicaleccio femminile. “Queste cose fanno bene alla salute” conclude l’elenco quasi in un moto egoisticamente poetico. Quindi trascrive come le sue riflessioni del momento:

“My God, it is intolerable to think of spending ones whole life, like a
neuter bee, working, working, & nothing after all. — No, no won’t
do. — Imagine living all one’s day solitarily in smoky dirty London
House. — Only picture to yourself a nice soft wife on a sofa with good
fire, & books & music perhaps”

“Oh mio Dio, è intollerabile pensare di spendere un’intera vita come un’ape neutrale…lavorando lavorando e nient’altro. No, no, non lo farò. Immagina di vivere tutte le proprie giornate da soli nel fumoso e sporco London House. Pensa invece ad una moglie carina e dolce su un divanetto davanti ad un buon fuoco, e libri e musica forse “

(la traduzione è nostra)

Non contrarre il matrimonio doveroso, invece, comportava non avere né figli né qualcuno che si prendesse cura di lui nella vecchiaia. Riflette, fra sé, che la mole di lavoro che aveva fatto e che avrebbe potuto continuare a produrre sarebbe risultata inutile senza cari amici vicino a lui. Anche la sua vita da scapolo aveva comunque i suoi risvolti positivi di libertà di movimento, l’assidua compagnia di uomini intelligenti anziché le costrittive visite parentali, perdita indicibile di tempo. Ed anche i figli, dono di Dio, sarebbero comunque stati una spesa ed un’ansietà risparmiate. E se la moglie non avesse gradito la vita a Londra?

” Allora la sentenza sarebbe l’esilio ed il degrado con una sciocca, indolente e pigra “.

Il combattimento interiore fra il dovere dell’uomo, unito alla certezza di un futuro sereno, e la voglia di libertà dello scienziato, trovano ulteriore spazio sul retro dello stesso foglio – foglio che probabilmente Darwin avrebbe bruciato se lo avesse avuto nuovamente sotto gli occhi in tempi successivi – dove tenta di convincersi alla condotta più saggia e responsabile, rammentando a se stesso le parole del “Governor” ovvero il padre.

“…dice che è meglio sposarsi subito se si vuole avere figli, inoltre il carattere è più flessibile ed i sentimenti più vivi. Se non ci si sposa presto, si perde tanta, pura felicità”. 

Emma Wedgwood Darwin

L’hanno dopo, nel 1839, riuscirà infine a fare la sua scelta, che propenderà verso il matrimonio, preferendo la sicurezza e la garanzia di un futuro sereno che nascono da un’unione ben azzeccata al rifiuto causato dal pensiero delle spese per i mobili, delle passeggiate obbligatorie per portare a spasso la moglie e dell’immane perdita di tempo che le attività di capofamiglia comportavano. Il suo anello di matrimonio finì al fine anulare dell’affezionata cugina Emma Wedgwood, e Charles scoprì ben presto che Mrs Darwin non era affatto la sciocca indolente e pigra con cui egli aveva, l’anno prima, temuto di unirsi. Bella e colta ragazza, con cui Charles aveva da anni un regolare e consueto rapporto di frequentazioni e affetto – erano cugini in fondo – si rivelò davvero una dolce ed amorevole compagna per tutta la vita. A dispetto della freddezza con cui egli aveva fatto la sua scelta, Charles vide crescere la loro come unione felice ed innamorata anziché un triste ma utile matrimonio combinato. Gentile infermiera nei suoi lunghi periodi di malattia, Emma gli rimase sempre accanto leggendo per lui, conversando con lui ed addirittura tendendo attiva la corrispondenza che Charles intratteneva regolarmente con i vari colleghi.

Molto intima la descrizione che viene fatta da Wikipedia della loro vita matrimoniale:

“La coppia visse alcuni anni a Londra, per poi trasferirsi a Downe, nel Kent, in una residenza chiamata Down House
(oggi attrazione turistica). Ebbero una famiglia numerosa – 10 figli, di
cui tre morirono in tenera età – e trascorsero una tranquilla vita nella
campagna inglese. Darwin di giorno compiva delle passeggiate a piedi
per un viottolo nei dintorni, non disdegnando delle escursioni a
cavallo, nella convinzione che facessero bene alla salute e la sera
usava trascorrere le serate giocando a backgammon con la moglie venendone spesso sconfitto “

Evidentemente, ora non considerava più una perdita di tempo trascorrere il suo tempo in famiglia, godendo della compagnia della moglie, anche se ciò significava trascurare per qualche ora il suo impegno di studioso. Ebbene potremmo dire che la sua vita, e gli esiti della sua scelta ponderata e ben riflettuta, sono la prova che tutto l’orrore che, ai giorni nostri e secondo la mentalità odierna, proviamo per i matrimoni combinati è, quanto meno, eccessivo soprattutto nella sua pretesa di universalità. Naturalmente non sarebbe pensabile che nel 2012 una giovane donna, o un giovane uomo, fossero costretti a sposarsi con un estraneo, magari brutto ed odioso, solo perché questo porta con sé benefici economici per i genitori. Tuttavia non è nemmeno esatto asserire che i matrimoni non contratti per folle passione sono necessariamente destinati a vita breve, o comunque tristi sviluppi. 
L’albero genealogico di Charles Darwin

Il matrimonio di Darwin si rivelò uno dei suoi esperimenti meglio riusciti.

Spero vivamente che questo articolo di gossip storico sia stato divertente per voi da leggere come lo è stato per me fare le varie ricerche. A presto cari.
Con affetto, 

Irene

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7 pensieri su “Sposarsi o non sposarsi? L’esperimento meglio riuscito di Charles Darwin

  1. divertente ed arguto.
    Non stupisce l'approccio “scientifico” di Darwin nel ponderare benefici e negatività del matrimonio. Penso sia universalmente da riconoscersi che il successo personale di ognuno trovi le premesse migliori in una solida e riuscita relazione. Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna, e mi piace pensare che ai nostri tempi possa essere pienamente vero e realizzabile anche il contrario.

    Daniele

  2. Grazie carissimo.
    In effetti non stupisce affatto, visti il rigore e la scrupolosità con cui applicava il suo metodo scientifico sul lavoro.
    Hai pienamente ragione nel dire che una relazione stabile e felice rende possibile anche il successo personale, ed in merito mi fanno arrabbiare non poco i film o i libri nei quali viene presentata una scelta obbligata fra famiglia/amore e successo lavorativo: NO! Il successo di una persona si costruisce di entrambe le cose, ed esse devono coesistere e congiungersi perché esso sia completo.
    Ti assicuro, che anche dietro una grande donna spesso c'è un grande uomo.
    Detto ciò, saresti tu da sposare a questo punto ^^

  3. sono d'accordo.. le due cose vanno su binari paralleli e traggono convinzione e linfa vitale l'una dall'altra. Darwin ne è stato un esempio. Purtroppo in un paese come il nostro che così poco fa per la famiglia ci vuole ancor piu determinazione per non essere costretti a rinunciare a qualcosa/qualcuno. D'altro canto, solo mettendosi in gioco fino in fondo si possono dare anni alla vita e vita agli anni.

    con affetto,

    D.

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