Madame de La Fayette

Buongiorno a tutti!
Oggi torniamo sull’argomento storico di C&M parlando della vita di Madame de La Fayette. Nacque nel 1634 col nome di Marie-Madeleine Pioche de la Vergne, ma è conosciuta con nome che prese dal marito, Francois Motier conte de La Fayette.
Cresciuta con la madre e le tre sorelle a Parigi fu costretta ad andarsene dalla città quando nel 1652 il secondo marito della madre, Renaud de Sévigné, fu esiliato per essere conivolto nella “Fronda”, movimento di opposizione al Cardinal Mazarino. Ritornò nella sua amata Parigi solo per il matrimonio, che fu contratto, come la maggioranza all’epoca, solamente per interesse.
Dopo essere vissuta per alcuni anni in campagna col marito, Madame de La Fayette tornò a Parigi vivendo separata da lui. Ebbe un intensa vita sociale in quanto diventò dama di corte di Enrichetta Anna Stuart d’Inghilterra.
Il contesto storico e intellettuale della Parigi dell’epoca le permise di approfondire la sua cultura e di frequentare i primi salotti “mondano-letterari” delle Preziose, che furono frequentati fino al 1682, quando l’aristocrazia lasciò Parigi per seguire il re a Versailles.

Conobbe, attraverso la cugina, Francois de La Rochefoucauld, scrittore e filosofo, al quale restò legata per tutta la vita, prima per un amore affettuoso e in seguito per una forte ammicizia, tenuta viva anche grazie alla complicità intellettuale che esisteva fra i due.
Il suo primo scritto di cui si abbia testimonianza, e anche l’unico di cui ammetterà di essere l’autrice, è un ritratto della sua migliore amica, Marie de Sévigné, nipote del suo patrigno.
I successivi scritti non saranno mai firmati da lei in prima persona, in quanto riteneva che fosse sconveniente per una donna esercitare l’arte della scrittura.
Ma la sua più grande opera e quella per cui oggi è ricordata come prima origine del romanzo psicologico è La principessa di Clèves. All’epoca provocò grandi discussioni per la trama del racconto: la protagonista, sposata per interesse, è invece innamorata del duca di Nemours. Dciderà di confessare il suo vero amore al marito, ma una volta rimasta vedova rifiuterà la proposta di matrimonio del suo vero amore. Questa scelta, che per noi oggi risulta quasi del tutto incomprensibile, era in realtà in linea col pensiero del Preziosismo che aveva segnato un ritorno all’ideale dellìamore cortese, cavalleresco e “platonico”.
Voglio concludere questo post con un brano tratto dalla biografia di Madame de La Fayette di Roger Duchene: “Non c’è niente di più romantico delal vita di Madame de La Fayette (…) Destinata a un futuro radioso in una Parigi dove i poeti la definivano “unica” già a diciassette anni, dovette affrontare l’esilio ad Angiò in provincia e poi a Auvergne, il paese nel quale si sposerà in tutta fretta. Le fu rubata la giovinezza e prima ancora di avere vent’anni, già diffidava dell’amore che definiva un sentimento scomodo”
Spero che anche voi, come me siate rimasti affascinati da questa donna enigmatica.
Con affetto
Alessia
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10 pensieri su “Madame de La Fayette

  1. Grazie di questo post “feminin” che conferma come l'intelligenza, la cultura e la determinazione possano e contino molto più della bellezza … anche se purtroppo questo non vale per tutti ed in questi ultimi tempi in special modo! Anna

  2. Ciao Alessia,
    Un anno fa avevo letto La principessa di Cleves, e ammetto, mi è rimasto un bel ricordo. Specialmente mi è piaciuto il finale: così fuori dalle spettative dei lettori, un vero colpo di scena….

    P.S. chiedo a voi due, perchè fino oggi non sono riuscita a trovare altrove la risposta: sono state mai tradotte le lettere di Mme. Savignè in italiano, e pubblicate?
    Quelle ricerche che ho svolto da sola non mi hanno portato a nessuna risposta; anzi, si – il silenzio che ho scontrato mi dovrebbe dire che non sono mai state pubblicate in Italia… voi ne sapete qualchecosa?

    Un saluto grande,
    Ziamame

  3. Fa sempre un grande piacere trovare chi parla con amore, semplicità e precisione di questa letteratura (è un po' una Cenerentola perché è femminile e parla di sentimenti ed i “sapienti”, tendenzialmente tutti uomini abituati ad occuparsi solo di se stessi, credono che la bravura di chi scrive valga di meno… Ma è un altro discorso… scusate, mi infervoro sempre…). Brava Alessia!

  4. Ciao Irene, come sempre interessanti i tuoi
    post, terrò a mente questo libro.
    Nel mio post mi hai chiesto se si può entrare nella villa….si ed è magnifica. C'era questo signore che suonava il piano in un salone pazzesco, stile anni 20'…beh, non mi vergogno a dirlo, ma ho pianto, mi sono sentita trasportare in quegli anni, un'esperienza catartica…..!
    Mi sono dilungata troppo?
    Un abbraccio
    SUSY

  5. Grazie Roberta!!!! ANche a nome di Alessia.

    Susy…non mi prendo il merito del post perché l'ha fatto Alessia. Comunque ti capisco, a me basta vedere un film ambientato in Inghilterra e soprattutto nei secoli passati…e mi metto a piangere! Letteralmente. Per esempio vedendo Robin Hood di RIdley Scott…quindi ti capisco!
    Un bacio

  6. Scusate se non ho risposto personalmente, ma sono stata via qualche giorno! Vi ringrazio dei commenti!! (grazie anche ad Irene per aver risposto al posto mio)
    un bacio a tutte voi!

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