I guanti: accessorio indispensabile del XIX secolo e non solo..

Sabato scorso ho trascorso una splendida “passeggiata di shopping” come siamo solite dire, insieme a mia zia, la donna che forse ammiro e stimo di più nel mondo. Girellando per le vie di Firenze ci siamo fermate anche in un negozio molto “in” di pelletteria, negozio di fiducia dove mia zia acquista i suoi guanti, per i quali ha una vera passione. Passione che naturalmente mi ha attaccato.
Tutto ciò per dirvi che circondata da guanti di ogni forma, colore e materiale mi è venuta l’ispirazione, e ho deciso di documentarmi un po’ sulla storia di questo accessorio e più nello specifico sulla sua importanza in Inghilterra durante il Diciannovesimo Secolo.

Intanto, un po’ di cenni storici generali.
Un giorno la dea Venere, correndo in un bosco del monte Olimpo, cadde posando le mani su di un cespuglio di rovi, e se le graffiò. Le Grazie allora cucirono delle sottilissime bende attorno alle sue dita e ai suoi palmi facendo in modo che vi aderissero alla perfezione.
Questo dice la leggenda, ma di fatto non si sa bene a quando risalga la nascita dei primi guanti, usati inizialmente più per la loro funzione protettiva che non come ornamento. Ne sono stati ritrovati anche nelle tombe egizie risalenti al 1000 a.C. Queste prime specie di guanti erano più sacchetti dove si infilavano le mani, privi di divisioni per le dita.
Già con i Greci ed i Romani furono introdotti guanti con le dita, che servivano alle donne per proteggersi le mani nei lavori di casa e di giardinaggio. Nel Medioevo la funzione dei guanti si espanse, e vennero impiegati anche dai cacciatori, dai cavalieri e dai soldati, rivestiti solitamente da una maglia di ferro oppure in pelle spessa. 

Richard Armitage in una scena della seria tv “Robin Hood” nei panni di Sir Guy di Gisborne. Come vedete dalla foto, i guanti sono di pelle nera come il resto del costume.

Naturalmente i guanti dei re e degli alti prelati erano riccamente ornati con oro, argento e pietre preziose. Non vorremo mica farci mancare nulla! Nel Medioevo inoltre i guanti avevano un forte significato simbolico. Essi venivano dati, ad esempio, al cavaliere quando riceveva il suo grado. Nel diritto barbarico il venditore di terreni donava all’acquirente, alla presenza di testimoni, un guanto pieno di terra presa dal campo venduto.

Guanti da cerimonia dell’Imperatore Federico II

Successivamente i guanti venivano offerti da re ed imperatori ai propri vassalli, a simbolo d’investitura feudale. In quel periodo il guanto era prerogativa esclusiva degli uomini, che proibirono addirittura alle donne di mettere i guanti con un decreto, onde salvaguardare la loro maschile autorità.
Soltanto verso l’anno 1000 i guanti cominciarono ad essere usati anche dalle donne, prima per la caccia (falconeria), per viaggiare, per il gioco della palla o per il tiro dell’arco, poi anche per moda o lusso, nei materiali più preziosi.
Erano soprattutto gli artigiani francesi e italiani a gestire il mercato dei guanti, facendo gara a chi riuscisse a fabbricarne di più originali; ad esempio fu molto di moda ricamare sui dorsi, con fili d’oro e d’argento, gli stemmi di famiglia dei clienti. Nelle corti d’amore provenzali venne nel tempo a stabilirsi una precisa etichetta, per cui se un cavaliere offriva dei guanti bianchi profumati ad una dama e questa li accettava, gradiva nel contempo anche i servizi del cavaliere.
Il linguaggio simbolico dei guanti trova testimonianza anche nel 1500, ricordiamo ad esempio un episodio accaduto nel 1563 quando il Conte di Hertford, in disgrazia presso la Regina Elisabetta, pregò Robert Dudley, amante e maggior favorito della Regina, di donarle a suo nome un paio di guanti, per pegno di riconciliazione. E in questo periodo particolarmente di gran moda furono i guanti così detti alla moschettiera, usati appunto dai moschettieri, che nell’adattamento femminile vennero chiamati guanti “opera-lenght”.
La Opera-lenght era una particolare lunghezza di guanti che come abbiamo detto ha origini già nel 1500, quando la regina Elisabetta I d’Inghilterra ne indossò un paio da 18 pollici di lunghezza, di pelle bianca e con due centimetri di frangia d’oro, in una cerimonia a Oxford nel 1566. Un centinaio di anni dopo, la regina Maria è stata dipinta in un ritratto con indosso un paio di guanti al gomito, ornati di merletti all’altezza del gomito. 
Divennero di gran moda soprattutto durante il periodo Napoleonico; e non a caso dal momento che Napoleone stesso, grande appassionato di questo accessorio, ne possedeva in tutto più di 240! L’imperatrice Giuseppina, incoraggiata anche dal marito, diede inizio ad una vera e propria mania internazionale per i guanti lunghi che si diffuse ben presto in tutta Europa. ( Anche se la poverina indossava guanti per necessità più che per diletto; pare infatti li usasse per coprire le sue brutte mani). Oggi si intende specificatamente guanti di 19-23 pollici.
Andando avanti incontriamo il periodo Barocco e Rococò, che con i suoi polsini di trine e pizzi in abbondanza lasciava ben poco spazio ai guanti, che rimasero elemento importante dell’abbigliamento ma divennero molto semplici.

Ed ora, dopo una rapida scorsa alla storia di questo accessorio, vogliamo vedere insieme la sua figura nella moda e nella società Ottocentesca.
Alcune informazioni le trovate nel post che abbiamo dedicato alla moda nel XIX secolo: QUI.
 

Guanti da donna 1830 c.ca

Non solo il guanto diventa elemento indispensabile, senza il quale sia uomini che donne non possono uscire di casa, ma diventa anche importante a livello sociale. Nel XVIII e nel XIX secolo, infatti, porgere la mano nuda ad una persona o mostrarsi a mani nude, specialmente di fronte ad una donna, era segno di scarsa educazione, pertanto il gentiluomo doveva avere a disposizione guanti per tutte le occasioni, e così la donna naturalmente.
Vi erano di un’immensa varietà di materiali (solitamente stoffa e capretto) e colori. Per i balli erano rigorosamente accettati solo guanti bianchi, corti per gli uomini e lunghi fin sopra al gomito per le donne ( vedi guanti Opera-lenght)  
A partire dal 1810 circa, maniche iniziarono ad allungarsi, e la lunghezza dei guanti in molti casi venne ridotto in proporzione. Tuttavia, guanti lunghi erano ancora abitualmente indossati con gli abiti da cerimonia fino a circa il 1825. 
Ma ricordiamo che non solo avevano uso estetico e una rilevanza sociale ( era difficile infatti vedere un nobile senza guanti quanto era difficile vedere un operaio o un contadino con i guanti), ma mantennero la loro grandissima importanza a livello igienico e di comodità.
Riparavano infatti dal freddo durante l’inverno, dai raggi del sole d’estate che rischiavano di intaccare la candida pelle delle signorine, ma anche dai germi e dai batteri che regnavano sovrani ovunque, anche negli ambienti più elevati della società!

LINK UTILI
http://www.operagloves.com/history.html in inglese, tratta specificatamente i guanti “opera-lenght”

Qui trovate un estratto dell’enciclopedia illustrata della moda, fornito da Google

Spero che questo piccolo approfondimento sulla storia dei guanti vi sia stato gradito.

Con affetto,

Irene

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2 pensieri riguardo “I guanti: accessorio indispensabile del XIX secolo e non solo..”

  1. che bello il vostro blog,un salottino molto raffinato e tranquillo!
    il mio ricordo 'letterario' sui guanti è del libro papa gambalunga,dove la protagonista è felice di poter comperare finalmente dei guanti di pelle(da signora) e mettere vie le muffole di lana

  2. Hai ragione! ANche io ho letto quel meraviglioso libro, tra l'altro in un'edizione vecchissima che mi si disfaceva in mano pagina dopo pagina…ihih.
    Ma non ricordavo questo particolare. Grazie di avermelo riportato alla mente. E' davvero esplicativo! Sono contenta che il nostro salottino ti piaccia…!!!

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