Sognando Jane Austen a Baghdad – il potere che la letteratura può avere suoi cuori

Carissimi,
per prima cosa voglio chiedervi scusa, insieme ad Alessia, per questo perioduccio. Avete presente quei momenti in cui ti senti completamente demotivata, in cui ti passa la voglia di fare qualsiasi cosa? Ecco, purtroppo è proprio quello che sta succedendo ad Alessia e me; la cosa che ci dispiace è che ne debba soffrire il nostro blog. Non vorrei che pensaste che non ci interessa o che non abbiamo a cuore questo progetto che abbiamo intrapreso. Tutt’altro; vi prometto che cercheremo di reagire e di essere più presenti ed attive.
Ciò detto, come ripete sempre la mia professoressa d’inglese, oggi mi fa piacere parlarvi di un nuovo libro, ormai non proprio nuovissimo dal momento che l’ho comprato un mesetto fa in libreria e giace da allora fermo sul tavolino di camera mia, che ho preso in mano da poco e che già mi piace tantissimo.
“Sognando Jane Austen a Baghdad” racconta il rapporto epistolare ( via e-mail) fra due donne, May e Bee, simili ma che vivono in due mondi totalmente opposti: una a Londra e l’altra a Baghdad appunto.
E’ davvero interessante, non solo perché fa vedere la realtà della guerra e come questa cosa orrenda influisca fattivamente nella vita delle persone che sono costrette a subirla, ma anche perché illustra la differenza con il mondo tranquillo, abitudinario e flemmatico che si vive in Inghilterra.
Altra cosa che mi ha fatta appassionare fin da subito a questo libro è che si tratta di una storia vera. Bee Rowlatt è davvero una giornalista della CNN che ha davvero stretto una meravigliosa amicizia con May Witwit, una docente di Letteratura Inglese all’Università di Baghdad.
May a sinistra e Bee a destra
Vi dirò che mi sono commossa. Vedete, l’Inghilterra ( e connessi naturalmente) è una delle cose che più amo al mondo; mi fa stare bene, mi rende felice anche solo sentirne parlare. E pensate che non ci sono mai stata!! Vi racconto un aneddoto che vi farà comprendere forse questo aspetto della mia mente contorta. Ieri mattina alla lezione di storia della letteratura stavamo parlando della nascita della letteratura europea in volgare durante il Medioevo. Essa si divise in due parti distinte: il ciclo carolingio, che raccontava le gesta di Carlo Magno ed è il padre del genere epico; e il ciclo bretone, che raccontava le gesta di Re Artù, di Merlino, della Regina Ginevra e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Non era più solo racconto di battaglie e di eroi bellici, ma si parlava di amore, di tragedie, di valori interiori, di sentimenti. Classico esempio Tristano e Isotta. Parlare della storia Inglese, imparare che proprio da questo Paese nasce la visione letteraria incentrata sui sentimenti e sull’interiorità che porterà al romanzo…mi ha fatta commuovere e mi sono dovuta precipitare in bagno per non mettermi a lacrimare in classe senza apparente motivo agli occhi dei miei insulsi compagni di classe adolescenti ( o dovrei dire neonati).
Ora penserete a me come ad una pazza, e forse fate bene; ma comprenderete perché leggere una storia VERA che racconta, fra le altre cose, di come il pensiero e il sogno della civiltà, della serenità di fondo, della cultura inglese possa dare una forte e solida speranza ad una donna per affrontare la tragedia della guerra, mi abbia fatta commuovere e mi abbia spinta a farne partecipe voi.
Vi consiglio di comprarlo e di prendervi il tempo di leggerlo, tenendo bene in mente il fatto che è una storia vera.
RECENSIONE E COMMENTI
“Jane Austen diventa punto di incontro tra culture diverse in una prospettiva di pace e cooperazione in Sognando Jane Austen a Baghdad, di Bee Rowlat e May Witwit, giornalista inglese la prima e professoressa irachena all’Università di Baghdad la seconda, che partendo dal loro amore comune per la letteratura inglese e l’immortale Jane, diventano amiche scambiandosi e-mail su una vita quotidiana dominata dalla guerra fino ad intraprendere insieme un progetto di vita. Una storia basata su fatti reali, molto intessante e non solo se si ama Jane Austen”
Tratto da un post su www.rivistahydepark.org/
“Una testimonianza che palpita di sentimento e partecipazione. La storia illuminante di due donne coraggiose e, insieme, un grande atto d’amore per la lettura”
Dal giornale The Daily Telegraph
Con affetto,
Irene
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1 commento su “Sognando Jane Austen a Baghdad – il potere che la letteratura può avere suoi cuori”

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