200 anni di successo: Elizabeth Gaskell

Intanto mi scuso per l’assenza prolungata, ma con la scuola ho avuto più impegno del previsto e non ero fisicamente in grado di mettermi a scrivere post leggibili.
Fatta questa premessa, oggi ho deciso di dedicare un post ad un’autrice purtroppo non molto conosciuta, ma che non ha niente da invidiare a molte sue pari molto più famose.
STORIA 
Nasce esattamente 200 anni fa, il 29 settembre 1810, a Londra. Già in tenera età la sua non sarà una vita facile: ad un anno di vita rimarrà orfana di madre e compiuti i quattro anni sarà data in adozione alla famiglia di una zia materna a Knutsford, un paesino di campagna vicino a Manchester. Nel 1822 una nuova disgrazia: la morte del fratello maggiore in mare. Con in padre aveva un rapporto molto debole, e non a caso nei suoi romanzi si ritrovano spesso tematiche come la difficoltà dei rapporti familiari o la perdita di fratelli/sorelle; un’autrice mette sempre qualcosa di sé e della propria vita in ciò che scrive, ed è per questo che le proprie creazione diventano dei piccoli tesori, cose che sente profondamente e intimamente proprie.
Dobbiamo ringraziare la famiglia Holland, della zia materna, se possiamo godere delle opere di questa grande scrittrice. Erano una famiglia borgese, imparentata con personaggi importanti quali William Turner o i Darwin, e questi aspetti contavano in una società fondamentalmente classista come quella inglese. Così Elizabeth ricevette una buona educazione e fu stimolata, data la propensione liberale della famiglia, alla lettura, alla riflessione e a formarsi idee ed opinioni proprie su ciò in cui veniva in contatto e sulla vita stessa.
Nel 1832 sposò William Gaskell ( possibile che si chiamassero tutti William? Peggio di Mario per noi qualche decennio fa…) pastore attivo politicamente e membro di una cerchia intellettuale anticonformista. Elizabeth si trasferì a Manchester insieme al marito, e così si scontrò con una realtà ben diversa da quella che aveva sempre vissuto. Vissuta in campagna fin dall’età di quattro anni, ora si ritrovava a contatto con una vera e propria città, insieme al suo caos e alla sua natura dinamica e in continuo movimento. Anche in alcune sue opere, come North and South ad esempio di cui poi parleremo, si sente quanto questo cambiamento avesse influito in lei. Si era abituata al fumo e alla frenesia di Manchester, ma non adeguata. Per lei rimaneva una cosa fastidiosa e incomprensibile, come resta in fondo in ognuno di noi che dalle campagne si sposta verso la città.
Veduta di Manchester
Nel 1844 morirà prematuramente il suo unico figlio maschio, ( William ovviamente) e così il marito la spingerà, per superare il dolore, ad impegnarsi in un’attività non faticosa ma che richiedesse concentrazione. Ed ecco che cominciò a sbocciare pian piano la scrittrice che era in lei. Solo quattro anni dopo, nel 1848, uscì il suo primo romanzo; nel 1851 scrisse sulla rivista di Charles Dickens il quale poi volle assicurarsi la pubblicazione di vari libri della Gaskell.
Elizabeth divenne inoltre molto amica di un’altra grande scrittrice, Charlotte Bronte, della quale curò anche una biografia, e frequentò W.M. Thackeray ( autore di “Vanity Fair”) e George Eliot ( la famosa scrittrice che lavorò sotto falso nome maschile, autrice di “Middlesmarch”). 
All’apice del suo successo, si ritirò attaccando, come si suol dire, la penna al chiodo e comprando un cottage ad Alton, nello Hampshire, dove si spense all’età di cinquantacinque anni.
OPERE
Mary Barton, primo romanzo della Gaskell, era ambientato fra il 1830 e il 1840 e trattava le difficoltà che incontravano le classi più basse nella società inglese vittoriana. Voi capirete che non era certo una tematica facile da affrontare, non tanto per la scrittura, quanto per quello che poteva comportare da parte delle classi superiori. Appena pubblicato infatti, a dispetto del suo coraggio, Elizabeth vide la sua prima creatura censurata e bandita da numerose biblioteche, che ovviamente erano in mano ai ceti più elevati della società. Il romanzo si basa sul confronto fra due famiglia lavoratrici, i Barton e i Wilson, con una famiglia ricca, i Carson. Mary Barton si trova di fronte all’eterna decisione: sposare il ricco Henry Carson o colui che ama, Jem Wilson, che però non ha un soldo? Ovviamente non vi dico la fine..
Cranford è forse l’opera più famosa di quest’autrice. Apparso nel 1851 sulla rivista “Household Words” di Charles Dickens, viene poi pubblicato come volume nel 1853. Racconta la storia di una cittadina inventata, Cranford appunto, chiaramente ispirata a Kuntsford. La trama racconta la vita di un gruppo di donne, una giovane e le altre di una certa età, tutte nubili che tentano di mantenere un certo tenore di vita di signore borghesi di campagna pur con poca disponibilità economica. E’ tenero leggere la descrizione della semplice ma attiva vita comune di un piccolo villaggio, alla quale la Gaskell unisce alcune considerazioni sulla differenza sociale fra uomini e donne. La BBC ha prodotto un’adattamento cinematografico di questo romanzo nel 2007, dove hanno recitato nomi come Judi Dench, Imelda Staunton, Simon Woods ( Mr Bingley di Orgoglio e Pregiudizio del 2005).
John Thornton in una scena del film.. :Q_____
North and South, uscì a puntate nella rivista Household Words dal 1854 al 1855, anno in cui fu per la prima volta pubblicato in due volumi. Il titolo fa riferimento ad uno dei temi del romanzo, ossia il contrasto di stili di vita tra il nord ed il sud dell’Inghilterra, altra tematica certo non leggera e che ci fa comprendere come la Gaskell non scrivesse per il puro piacere di farlo, o concentrandosi sul plot, vale a dire sulla trama, ma bensì su temi più profondi e seri , studiando come esprimerli e trasmetterli a dovere attraverso la storia. Il romanzo prende avvio dal ritorno della diciannovenne Margaret Hale alla casa del padre, pastore anglicano di Helstone, piccolo centro urbano della campagna meridionale, dopo il lungo periodo di educazione e raffinamento trascorso presso l’agiata famiglia della cugina Edith, a Londra, come era l’uso dell’epoca; e ciò ci ricorda un po’ la storia della stessa Gaskell. Il padre della protagonista lascia la Chiesa a causa di dubbi di fede e si trasferisce con la famiglia a Nord, nella città di Milton, il cui clima insalubre e fumoso ci ricorda Manchester, dove le fabbriche sovrastano i prati. Il fulcro apparente del romanzo è il lento e complicato sviluppo dell’odio, fra lei e il padrone della fabbrica più grossa della città, in amore con la conclusione naturale di un bel matrimonio. Il personaggio più interessante e più riuscito a mio parere è John Tornton, il padrone della fabbrica, il classico uomo d’affari che si è costruito da sé con lavoro, fatica e impegno. Un uomo duro, non finemente acculturato ( sarà allievo privato del padre della protagonista) ma di grande intelligenza e di mente aperta. Un uomo che vive per il lavoro e per la madre e la sorella, rimaste
John Thornton aka Richard Armitage
sul lastrico dopo la morte del padre; un imprenditore di successo, sicuro delle sue idee, che matura nel corso della storia fino a diventare davvero un Uomo con la U maiuscola Ulteriori informazioni interessanti su Santa Wikipedia. Rappresentazione cinematografica famosa, che ahinoi non è ancora arrivata in Italia come del resto il libro, è quella della BBC (ovviamente) del 2004. Potrete capire perché il mio personaggio preferito è John Thornton dal momento che è interpretato da Richard Armitage, praticamente il mio ideale di uomo sul pianeta.
Altri romanzi della Gaskell sono: The Grey Woman,1861 ; Cousin Phillis, 1864 ; Sylvia’s Lovers, 1863 ; Wives and daughters, 1865.
E’ anche conosciuta per le sue raccolte di racconti, per i racconti gotici e per le novelle da bambini.
Spero come sempre che abbiate trovato il post interessante e piacevole da leggere.
Con affetto,
Irene
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