Visita alla Villa Lante di Bagnaia, Viterbo

Ciao a tutti!
Finalmente anche io sono tornata … mi devo scusare per la lunga latitanza, ma ho avuto vari problemi sul pc e non riuscivo neppure a visualizzare il blog!
Ho fatto questa riflessione: spesso parliamo con passione di posti all’estero che sono stupendi, ma pure un po’ più difficili da visitare a causa della lontananza. Ho quindi deciso di parlare di un posto un po’ più vicino … Villa Lante a Bagnaia, Viterbo. Non è collegata al periodo di cui parliamo solitamente, ma è comunque un bel esempio di storia italiana ed è bellissima da visitare.
NOTE STORICHE
I lavori di costruzione iniziarono nel 1566, commissionati dal cardinale Gian Francesco De Gambara su progetto del Vignola (famoso per altri giardini, ad esempio Villa Farnese a Caprarola). Furono in breve realizzati i giardini superiori e il primo casino, ma i lavori furono conclusi dal successivo cardinale Alessandro Peretti di Montalto, che diede il nome al secondo casino.
Entrambe le logge dei due casini (che sono cubici e simmetrici fra di loro) sono visitabili, anche se purtroppo non si possono visitare le stanze più interne che dovrebbero essere attualmente in fase di restauro.
Il nome di Villa Lante fu assunto quando la costruzione aveva già 100 anni, nel XVII secolo, quando la proprietà passo nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, Duca di Bomarzo.
IL GIARDINO

Il giardino, che è annoverato fra i giardini più belli d’Italia, è suddiviso in 4 terrazzamenti, con altrettante composizioni di fontane e giochi d’acqua, studiati in modo da armonizzare il dislivello naturale fra il primo giardino e quello più in alto.
I giardini sono studiati in modo da seguire un processo logico che parte dalla libertà della natura fino alla razionalità e al dominio dell’uomo sull’elemento naturale. Il tutto è intriso di profondi significati allegorici con riferimenti alla mitologia classica. Inoltre le quattro diverse fontane rappresentano i 4 elementi: acqua, terra, fuoco e aria.
La prima fontana che troviamo è quella dei Mori: inserita in un contesto strettamente geometrico, realizzato grazie alle piccole siepi sapientemente modellate, è formata da 4 bacini divisi da camminamenti transennati. Al centro si trova il gruppo dei Mori: tengono in alto il simbolo di una montagna sormontata da una stella da cui esce il getto d’acqua. Per questo viene detto che questa fontana rappresenti l’elemento dell’aria.
Salendo verso il primo terrazzamento troviamo la Fontana dei Lumini: di forma circolare, a gradini, ha disposto tutto intorno piccole fontane a forma di lucerne per l’olio. … viene voglia di camminarci intorno e sedersi a guardarla da ogni angolazione! Ovviamente simboleggia l’elemento del fuoco.
Sulla terza terrazza vi si trova la meravigliosa tavola di pietra con due fontane all’estremità: pensate che lì venivano tenuti banchetti! Che invidia pensare a quegli invitati in abiti suntuosi che avranno banchettato in mezzo a una simile meraviglia! La fontana principale è però la Fontana dei Giganti che rappresenta due giganti distesi; rappresenta la terra.

Per arrivare alla quarta e ultima terrazza si passa per una gradinata che ha in mezzo una catena d’acqua. La fontana principale è quella del Diluvio, un insieme di fontane e grottini. Simboleggiava la nascita dell’acqua dalla montagna e il suo stato più “selvaggio” che veniva poi dominato scendendo verso gli altri terrazzamenti.
ASPETTI PRATICI

Il costo dell’ingresso è contenuto e “giusto”: € 2,00. I giardini non sono (purtroppo) tenuti in modo eccezionale, ma sono comunque piacevoli da visitare: ci vogliono 2-2,30 ore, se siete degli osservatori attenti ai particolari, come noi. Lungo il percorso ci sono molti cartelli di spiegazione relativi alla struttura del giardino, al progetto iniziale e alle note storiche connesse. Se volete andare a visitarlo vi consiglio di organizzarvi di andare nella mattinata e organizzare qualcos’altro per il pomeriggio, magari un bel giro a San Pellegrino, centro medievale di Viterbo, o un pomeriggio di shopping per le vie di Viterbo …
La visuale da non perdere è quella dall’alto: girarsi dopo aver salito e visto tutte le fontane e vedere come questi artisti (perché non trovo altro modo di definirli) avevano studiato ogni minimo aspetto alla perfezione perché tutto fosse armonioso e piacevole.

Mi scuso se mi sono dilungata un po’ troppo! Ma, come avrete sicuramente capito, mi è piaciuta tantissimo!!

Con affetto,
Alessia
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4 pensieri riguardo “Visita alla Villa Lante di Bagnaia, Viterbo”

  1. Davvero interessante questo post, e, come giustamente dici, “realizzabile”! Mi piacerebbe davvero visitarlo … ma … e un post su Boboli???

  2. Grazie per l'apprezzamento! e per il suggerimento. In effetti ci avevo pensato, ma vorrei prima organizzarmi per andare a visitarlo di nuovo e raccontare, insieme alla storia e all'arte, anche le impressioni e i sentimenti …
    intanto vi aggiungo un link per il sito dove potete trovare i più bei giardini italiani(http://www.grandigiardini.it/) … chissà che vicino a casa vostra non ci sia un tesoro nascosto da visitare!

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