La moda femminile nel XIX secolo

Buongiorno a tutti! Quest’oggi vorrei rimpinguare un po’ l’argomento Abbigliamento Ottocentesco. Partiamo dunque dall’inizio.

LO STILE IMPERO DELLA REGGENZA
Abito da ballo stile Impero

Come certo saprete alla fine del XVIII secolo prese piede lo Stile Impero, chiamato così in onore delle nuove conquiste di Napoleone, il maggiore personaggio politico, e non solo, del momento. Questo stile, derivante da un ritorno allo stile del meraviglioso periodo Neoclassico e il cui apice si ebbe nel periodo della Reggenza circa ( 1790-1815), era caratterizzato da colori e modelli sobri e senza tanti fronzoli, esattamente l’opposto cioè della moda che era stata in voga fino a qualche anno prima ( lo stile Vittoriano). Il capo principale, o Must Have lo chiameremmo noi oggi, era un abito di linea dritta, lungo fino ai piedi e ripreso sotto il seno da un nastro o una cintura. Ciò che poteva variare un po’, anche se non molto, erano le maniche e la scollatura quadrata la cui profondità si adattava sia ai gusti della proprietaria, sia alle circostanze in cui l’abito sarebbe stato indossato. Ad un ballo quindi le braccia sarebbero rimaste scoperte, ad eccezione delle spalle, e la scollatura sarebbe stata ampia e scoperta. Durante altre attività invece le maniche potevano essere più lunghe e talvolta si portava un velo sotto il vestito che spuntava fuori coprendo la scollatura. Ovviamente, come ogni altra cosa, una donna nobile o molto ricca indossava abiti stili impero ben diversi dalle donne di ceto e censo minori; variavano i colori, la qualità delle stoffe e i vari arricchimenti che comunque si potevano ammirare sugli abiti senza eccedere come nello stile Vittoriano ( merletti, ori, intarsi e quant’altro) La sera poteva essere indossata anche una tunica, ossia un altro vestito, portato sopra al primo, di solito più corto ed aperto sul davanti, che era chiuso solo in vita, in modo da lasciare ben visibile l’abito interno.

L’EVOLUZIONE DELLA MODA FEMMINILE NEL XIX SECOLO

Abito del 1825

Il secolo XIX fu un susseguirsi di mode diverse, influenzate anche dagli eventi politici che accaddero: all’inizio del secolo le stoffe erano leggere e trasparenti, le scollatura ampie come abbiamo detto e gli abiti lunghi fino a scoprire la caviglia, espressioni di libertà e di rivoluzione che si ritrovavano anche nell’immaginario politico collettivo. C’era addirittura una regola che fra abiti, sottabiti e scarpe non si dovevano portare più di un etto e mezzo! La libertà femminile durò poco: già dopo il 1830 all’interno della famiglia borghese il compito della donna era quello di custode della casa e dei valori morali, una sorta di angelo del focolare, e ciò si rifletté anche in campo estetico influenzando il gusto corrente: obbligatori la modestia, la prudenza del comportamento, lo sguardo dolce e timido. L’abito ormai chiuso attorno al collo, aveva maniche lunghe e spalle cadenti, mentre le linee del corpo tondeggianti simboleggiavano fragilità, dolcezza e arrendevolezza. La sensualità era rigorosamente controllata: il corpo era nascosto da gonne lunghe e strati di biancheria: camicia, busto, copribusto, molteplici sottogonne, mutandoni.
Il busto era una corazza di tela irrigidita da stecche di balena che poteva causare anche dolori e svenimenti, ma che doveva assicurare il tanto agognato vitino di vespa, e lo si portava obbligatoriamente fin dall’infanzia, in quanto era opinione comune che esso dovesse correggere i difetti del portamento e sostenere la “naturale” debolezza della spina dorsale femminile. La soddisfazione carnale per l’uomo si raggiungeva fuori casa: l’Ottocento è anche l’età d’oro delle case di tolleranza, e delle cocottes, le cortigiane francesi famose e celebrate che, dal 1850 in poi, dettarono moda, proponendo un nuovo ideale estetico più provocante e sfacciato, sostenuto dall’avvento sulla scena letteraria della figura della Femme fatale.

Il vestito femminile si evolse nelle sue linee: all’inizio del secolo la sottana mostrava la caviglia, per poi allungarsi fino ai piedi nel 1840 allargandosi sempre più con la cupola della crinolina; si prolungò con lo strascico dopo il 1870; ritornò infine a una lunghezza moderata e ad una linea a campana. Il punto

Abito del 1810 circa

vita, alto fino al 1822, si abbassò alla sua posizione naturale e scese a punta sul davanti alla fine del secolo. Influenzato anche dai movimenti culturali, il costume femminile trovò ispirazione in fogge che guardavano al passato e alla storia: all’inizio del secolo il neoclassicismo imperante voleva tutte le donne vestite e pettinate come statue greche. Con l’avvento del romanticismo gli abiti si coprirono di pizzi e balze; ci si ispirò alla storia, al gotico e al Rinascimento, alle eroine del melodramma. Con l’avanzare del secolo il gusto si spostò verso lo stile rococò, e attorno al 1870 trionfò leclettismo e si moltiplicano passamanerie e applicazioni; a fine secolo si ritornò a una linea che si ispirava alle corolle dei fiori mentre trionfava l’art Nouveau
Infine, ogni occasione doveva comportare un vestito appropriato, come abbiamo accennato prima, adeguatamente al ruolo mondano da interpretare. C’erano quindi abiti da casa, da viaggio, da passeggio, da carrozza, da visita, da ballo, da lutto, da mezzo lutto, e soprattutto abiti da sport. Lo sport si fece largo dopo la metà nel secolo, e richiese indumenti appropriati per ambo i sessi: il costume da bagno era, per la donna, un compromesso tra il bisogno di avere un indumento con cui muoversi adeguatamente in acqua e l’imperativo morale di nascondere quanta più epidermide possibile. Il completo da amazzone comportava una lunga gonna a strascico che doveva scendere a coprire le gambe quando la donna cavalcava seduta di fianco sulla sella.


Possiamo dire comunque che la moda mantenne una serie di Must Have immancabili:

  • Il cappello, e lo si capisce dai numerosi cappellai anche famosi che si trovavano a Londra. Quella del cappello è una prerogativa tutta inglese potremmo dire, basti pensare che tutt’ora è buona norma nelle occasioni ufficiali importanti indossare un cappellino. Le donne della Famiglia Reale ad esempio li indossano sempre. 
  • I guanti, altro accessorio fondamentale con cui sbizzarrirsi. Ai balli dovevano essere rigorosamente bianchi, come anche i vestiti. Il bianco era di gran moda. E i guanti sono anch’essi un accessorio immancabile per una vera Lady ( anche moderna!)
  • L’ombrellino parasole; può sembrare un paradosso nella nostra società le cui donne cercano disperatamente ogni spiraglio di sole per un po’ di abbronzatura, ma allora ci si parava dai raggi del sole come fossero state frecce avvelenate. La pelle doveva essere bianchissima, perché la pelle scura era prerogativa di coloro che erano costretti a lavorare sotto il sole, e quindi della gente povera. Il sole insomma rovinava l’incarnato. ( rivincita per tutte coloro che come me sono inesorabilmente color mozzarella: non siamo bianchicce ma Nobili!)

  Spero abbiate trovato interessante questo approfondimento, che ho scritto col cuore essendo io un’appassionata di moda.

Con affetto,

Irene

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Un pensiero su “La moda femminile nel XIX secolo

  1. Ciao, il vostro blog è semplicemente fantastico, lo seguo con grande piacere^^ Questo articoletto è molto dettagliato ed approfondito, molto bello! Solo una piccola cosa: non mi pare che lo stile Vittoriano abbia preceduto lo stile impero, anzi, direi che è uno stile da collocare più verso fine ottocento… mentre prima dello stile impero farei riferimento al Direttorio.
    Comunque potrei anche sbagliarmi^^
    Se vi interessa poco tempo fa ho scritto anch'io qualcosina sullo stile Impero, se vorrete passare a farmi una visita non potrei che esserne felice^^ Baci
    http://www.piccolosognoantico.blogspot.com/

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