Jane Austen Sequels (Parte 1)

Dopo un’allegra mattinata passata a pulire, spolverare e riordinare la camera, mi merito un po’ di riposo che ne dite? Argomento di oggi: libri. O meglio, romanzi. Nel vasto universo dei romanzi, e in particolare nel mondo del romanzo storico inglese, sta prendendo campo una categoria che credo ci interessi molto. Si tratta dei ” Jane Austen Sequels” ( da ora in poi JAS) ovvero di romanzi scritti da autrici/autori moderni le cui trame fanno da seguito ad un romanzo di Jane. Molte scrittrici ( e scrivo al femminile perché la maggioranza sono donne naturalmente) si sono cimentate nei JAS con un romanzo e alcune ne hanno fatto addirittura il loro cavallo di battaglia dedicandovi l’intera carriera. Ma cominciamo a parlare di nomi e di titoli.

La prima di cui parleremo è Joan Aiken (1924-2004) che rientra nel primo gruppo di scrittrici. Si occupa di quasi tutti i generi narrativi: dal fantasy al giallo, dalle favole per bambini ai libri di avventura passando per le poesie, le sceneggiature teatrali, narrativa moderna e horror. E nella sua carriera ha sperimentato con abbastanza successo anche il romanzo storico e i JAS. Ha scritto sei romanzi tratti dai capolavori Austeniani:

Mansfield Revisited  nel quale la Aiken immagina che la figlia maggiore di Fanny prenda il suo posto a Mansfield come compagna di Lady Bertram. Nel romanzo c’è posto anche per Maria, la figlia di Lady Bertram che avevamo lasciato dopo la fuga con Henry Crawford e che si tufferà in nuove avventure alla sua maniera..
E’ possibile acquistarlo su Internet in numerose librerie online, purtroppo però sono in lingua inglese perché naturalmente non è il genere di libri che vale la pena tradurre. Potrebbe essere troppo per il popolo italiano leggere qualcosa di decente.. Ma lasciamo stare i miei numerosi motivi di rabbia contro la società e guardiamo il prossimo libro.

Jane Fairfax è il secondo JAS scritto da Joan Aiken e racconta la storia vista dal punto di vista di Jane Fairfax, rivale di Emma. Si parte dall’infanzia di Jane, cresciuta dalla zia e dalla nonna dopo la morte della madre, fino alla parte della storia che più conosciamo, raccontata da Jane Austen e ora ripresa dalla Aiken vista dagli occhi della riservata Miss Fairfax. Giudizio assolutamente personale, ma amo troppo Emma per poter apprezzare un libro che racconta la sua vita vista dalla sua “rivale”. Non lo leggerei, ma è indubbiamente scritto molto bene.

Eliza’s Daughter è lo spinoff di Ragione e Sentimento in cui ritroviamo le due sorelle, il Colonnello Brandon e Willoughby, primo amore di Marianne. Il tutto è raccontato dagli occhi vivaci di Liz, figlia dell’insegnante Eliza, femminista di prim’ordine del XVIII secolo. E pare ( non avendolo io letto) che le vite di Elinor e Marianne trovino il loro lieto fine in maniera ben diversa da ciò che ci si potrebbe aspettare alla fine di Ragione e Sentimento.

Lady Catherine’s Necklace è inveceJAS di Orgoglio e Pregiudizio, dove ritroviamo Rosings come location. Durante una strana tempesta di neve in Aprile, Ralph Delaval e sua sorella Priscilla hanno un incidente con la carrozza e arrivano a Rosings per chiedere aiuto. Sono invitati a restare per i loro modi educati e gentili, e Lady Catherine si imbarca in un viaggio. Durante questo, una collana di Lady Catherine viene dichiarata falsa e lei rapita. Non è un vero e proprio seguito di Orgoglio e Pregiudizio, ma un modo di ritrovare vecchi amici e di tornare in un’atmosfera conosciuta.

The Youngest Miss Ward è invece una “backstory” di Mansfield Park la cui protagonista è Harriet, la quarta sorella di Lady Bertram, Miss Norris e la Povera Fanny, madre dell’eroina austeniana. Non vi dedico molte righe, basterà dire che è all’altezza degli altri romanzi by Joan Aiken. Molto bella la copertina secondo me.

Ultimo, ma non ultimo, Emma Watson. Joan ricrea il romanzo completo ” The Watson” rimasto incompleto dopo la scoparsa di Jane. Naturalmente Joan ricrea fedelmente l’atmosfera e i personaggi ideati dalla Austen, aggiungendo alla parte rimasta incompleta la propria idea di come sarebbe dovuto finire. Chi di noi non ha desiderato leggere la fine di questo racconto che a mio parere sarebbe diventato un romanzo splendido alla pari degli altri? Se mi riuscisse, mi scriverei io stessa il seguito e il finale. In fondo è naturale alla fine di un libro farsi la propria idea di come doveva andare la storia, tanto più se l’autrice ci ha purtroppo lasciate con il dubbio. E’ stata carina l’idea ( per altro giustissima) di mettere come autori se stessa e Jane Austen. In fondo nulla di tutto ciò ci sarebbe stato senza il suo genio.

A presto per un nuovo Jane Austen Sequel.

Con affetto,
Irene

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