Diamo una sbirciatina al guardaroba di un tipico gentiluomo Regency


L’abito fa il gentiluomo!
Lucidissimi stivali al ginocchio, cappotti a code lunghe, cravatte inamidate dai nodi più elaborati possibile e pantaloni aderenti erano i Must Have di ogni Gentiluomo alla moda. ( magari fossero ancora questi!! )
Elegante, raffinato ma semplice, l’uomo del periodo Regency era molto meno “effemminato” e vistoso del nonno settecentesco. Certo era molto più virile e, a parer mio, anche più attraente.
Fra il 1795 e il 1820 l’abito di sartoria su misura e perfettamente modellato alla figura divenne il capo principale del guardaroba maschile, la “divisa” dell’uomo alla moda.
Primi rappresentanti del nuovo stile furono il Beau Brummell e i suoi amici, presto seguiti come sempre da gli altri, che introdussero nel look dei raffinati signori di città i lunghi cappotti, i panciotti e i pantaloni attillati indossati fino a quel momento dai gentiluomini di campagna.
Il Beau sosteneva che un uomo di gusto doveva vestire sottotono e lasciare i colori sgargianti e la maggior parte degli accessori alle signore. Cosa interessante è che questo concetto di eleganza maschile è arrivato quasi inalterato fino ai nostri giorni, quando nel Settecento sembravano più pavoni che uomini, se vogliamo essere cattive e non storicizzare minimamente, data la quantità di svolazzanti merletti, gioielli e fronzoli vari che si mettevano indosso.
Alla fine del XVIII secolo i sarti divennero leader nel campo della moda maschile, riuscendo solo con un abile scelta delle soffe e qualche ritocco a trasformare un abito da campagna in un capo alla moda addirittura necessario per entrare nei salotti della Londra Ton. Ricordiamo che tutto era fatto a mano, fino al 1930 con l’invenzione della macchina da cucire, e ogni capo era perciò unico ( non c’erano i grandi magazzini insomma )
Brummell non era solo un viziatissimo dandy che dettò legge con le sue frivolezze; era ben altro. Con i suoi sarti ( Schweitzer and Davidson, Weston, Meyer e Guthrie) si impegnò più o meno seriamente per creare l’eccellenza: l’alta qualità delle stoffe, il taglio perfetto e l’equilibrio fra vanità e virilità. Un aneddoto che rende l’idea di quanto Brummell fosse preciso e pignoloè questo: si racconta che facesse fare le dita e i pollici dei suoi guanti da due guantai diversi. Non inventò abiti assolutamente nuovi, ma perfezionò quelli già esistenti ( ad esempio trasformò la redingote a doppiopetto usata per cavalcare in un soprabito elegante; sostituì le brache con i pantaloons attillati e lunghi almeno fino al polpaccio ) e estese le sue abitudini per quanto a volte stravaganti nell’abbigliamento e nella moda a tutti gli altri gentiluomini: lucidare gli stivali con lo champagne, inamidare scrupolosamente la cravatta prima portata morbida ecc.
Si potrebbe dire che era una vera e propria icona di stile….e come vorrei che fosse vissuto ora. Che fascino, che eleganza… che perfezione! 


Ora immaginiamo di entrare nella stanza del guardaroba di un Gentiluomo dell’Epoca. Certo vi avremmo trovato:

\/ MARSINA ( Tailcoat)

La marsina era un Must Have di ogni nobile e alto borghese. Nata per cavalcare, era più corta del panciotto sulla parte davanti e dietro era divisa in due code che si sitemavano ai lati della sella per facilitare la seduta. Esistevano a singolo o doppio petto, di lana e di lino per l’estate, di vari colori per il giorno ma rigorosamente blu o nera per la sera.



CAPPOTTO (Great Coat) >                                                                  

Soprabito che riprendeva la mantellina dei postiglioni; sulle spalle erano cucite più mantelline come decorazione sul retro del cappotto. Brummell però non apprezzò questa nuova moda così continuò a portare il cappotto originale; dopo poco le mantelline furono eliminate e si tornò a un taglio più semplice.





< PANCIOTTO ( Waistcoat)

Ripreso dal modello di giacca dei fantini, nel 1740 perse le maniche e cominciò a essere prodotto in varie stoffe: lana, lino o seta; e in vari motivi: tinta unita, broccato, righe o a disegni. Poteva essere a doppio petto o ad uno solo, e nei primi anni dell’Ottocento era decorato da ampi risvolti. Dal momento che come abbiamo detto si intravedevano sotto la marsina, dovevano essere più chiari di questa così da rendere il corpo più statuario.








CAMICIA ( Shirt) >

Di solito in lino o in cotone, la camicia era lunga spesso fino a mezza coscia o fino al ginocchio addirittura, molto larga e si sfilava dalla testa con un apertura sul petto. Molto spesso era l’unico capo di biancheria che veniva indossato, ed ecco spiegato perché per una donna vedere un uomo in camicia era indecente: era come vederlo in slip per tradurlo nel linguaggio moderno. Non usavano le ruches ai polsi come nel Settecento, ma ancora si portavano sul davanti. A differenza di quanto si potrebbe pensare, le camicie non venivano mai confezionate dai sarti, ma dalle sarte o cucitrici (seamstresses).

BRACHE ( Breeches)

Nell’Ottocento questo capo, cioè i pantaloni al ginocchio, stavano cominciando a passare di moda e a non essere quindi più indossati.Da capo di punta dell’abbigliamento giornaliero, venne deciso che fossero più indicate per la sera, poi per le occasioni formali e infine si indossavano solo per i ricevimenti a corte. Erano di lana, cotone, lino e anche seta per le occasioni speciali. Erano a vita alta e avevano la patta sul davanti, aderendo bene alle cosce e chiuse con dei bottoni sotto il ginocchio. Ora questo capo viene usato solitamente dai fantini, uomini e donne.

PANTALONI ( Pantaloons )

Furono “inventati” diciamo così dai rivoluzionari francesi alla fine del Settecento. Erano in pelle di daino o in tessuto chiaro come bianco, beige o crema; si portavano di varia lunghezza e comunque molto aderenti come ogni altro tipo di pantalone.

PANTALONI ( Trousers)

I pantaloni moderni, come li conosciamo noi oggi anche se con i dovuti aggiustamenti, nacquero proprio nel periodo della Reggenza. Avevano la vita fino all’ombelico o più su, ed erano tenuti su da bretelle. Si portavano ben più larghi dei precedenti pantaloons, ma comunque più stretti alla caviglia. Potevano essere di lana, cotone o lino a seconda della stagione. Nati inizialmente come capo da giorno, gradualmente furono accettati anche per le serali occasioni mondane, almeno ad alcune. Da Almack’s ad esempio non si poteva entrare che con le brache da sera.Questo errore costò la serata persino al Duca di Wellington una volta, al quale fu impedito l’ingresso perché portava i pantaloni lunghi.


CRAVATTA ( Cravat ; Neckcloth) >
 
La cravatta era l’accessorio fondamentale, indispensabile dell’abbigliamento maschile. Era una lunga striscia sottile di lino o seta che si girava più volte attorno al collo e che si annodava sul davanti. Il caro Beau Brummell decise ad un certo punto che il colore “in” per la cravatta di un gentiluomo era il “bianco virginale” ed era essenziale anche che fosse inamidata perché rimanesse ben ferma nella sua posizione (rigida, alta a volte fino alla mandibola) per ore. Il nodo divenne un’arte. Più elaborato era, più il gentiluomo era lodato e ammirato.Naturalmente  è quasi scontato dire che il Beau era fra i più abili nel creare nodi ricercati. Per ottenere la studiata non-curanza dell pieghe della cravatta, Brummell si piegava indietro sulla sedia, si girava la cravatta intorno al collo, poi abbassava il mento lentamente e si tirava su quando aveva ottenuto un’eccellente spiegazzatura. Se una piega era troppo profonda o troppo poco, si ricominciava da capo. Aneddoto carino: na volta un ospite di Brummell vide un valletto uscire dal guardaroba del Beau con una montagna di cravatte bianchissime e chiestogli perché le portava via, lui rispose: “Sono i nostri fallimenti, signore”
Anche i nodi, a ognuno dei quali veniva dato un nome, non erano a caso: ogni occasione aveva dei nodi adatti e dei nodi assolutamente inadatti.
The Oriental
Mathematical
Osbaldeston
Napolean
American
MailCoach
Trone D’Amour
The Irish
Ball Room
Horse Collar
Hunting
Maharata
Gordion Knont
Barrel Knot

sono alcuni.

IL CAPPELLO

Il cappello di moda era il cilindro, preferito alto, a tesa piccola e appena sollevata sui lati. Era anche usato il bicorno, ripreso dalla moda militare e da Napoleone. Il cilindro era chiamato spesso “beaver” cioè castoro, proprio perché spesso era fatto con feltro di pelo di castoro. Per saggiare la qualità di un cappello, se fosse fatto davvero con pelo di castoro per intero o no, bastava bagnarlo. Se manteneva la forma era di buona qualità, e questo poteva costare fino a 40 scellini ( e tenuto conto che un operai guadagnava circa 2 scellini al giorno si comprende bene che era un capo da ricchi).

ACCONCIATURE

Venute a noia le parrucche Settecentesche, si pensò di portare i propri capelli corti. Il look più di moda e più difficile da avere era il cosiddetto “colpo di vento”. Si dice che Byron dormisse con i bigodini in testa per mantenere la sua acconciatura. Lo stile Neoclassico influì anche sulle acconciature maschili, così che furono inventati i tagli alla Tito ( più lunghi i riccioli davanti che venivano pettinati in avanti ) e alla Bruto. Erano portati anche con una frangetta corta riccia e riccioli sui lati del viso. Le basette erano molto comuni, ma il resto del viso doveva essere rasato. I medici e gli avvocati tuttavia portavano ancora la parrucca come parte della divisa di ordinanza.( Per avvocati e giudici la parrucca in tribunale è ancora obbligatoria)

CALZATURE

La calzatura di moda erano gli stivali da cavallerizzo, in pelle nera o marrone. Potevano essere gli “Hessians” cioè gli stivali alti derivati dal mondo militare con una parte più alta a protezione del ginocchio durante la cavalcata. Il calzolaio più “In” era Hobby, in St’ James Street che aveva clienti come Giorgio III Principe di Galles, il Duca di Wellington, Byron e tanti altri. Naturalmente per le occasioni importanti si abbinavano alle brache di seta al ginocchio le scarpe da ballo con fibbia. Pian piano verranno sostituite da scarpe con stringhe.

ACCESSORI ( Accessories)

Guanti, bastoni da passeggio, orologi da taschino, catenelle per gli orologi e portafogli erano indispensabili per essere davvero perfetti. In particolare gli walking sticks, cioè i bastoni da passeggio, divennero di moda quando una legge vietò di portare spade nelle strade di Londra.
Speriamo che questo approfondimento vi sia piaciuto, e lo abbiate trovato interessante se non esaustivo.

Con affetto, 

Irene

Annunci

7 pensieri su “Diamo una sbirciatina al guardaroba di un tipico gentiluomo Regency

  1. Un post davvero molto interessante, stato giusto cercando informazioni sulla moda maschile dell'epoca perché faccio parte di un gruppo che balla le danze ottocentesche in costume d'epoca. In effetti siamo un po' oltre il periodo Regency, ma la moda da uomo di sposta pochissimo, quindi… Noi siamo qua http://www.societadidanzancona.it
    e io sono anche qua http://www.altezzareale.com
    il vostro sito è davvero carino e l'atmosfera deliziosa. complimenti.

  2. Grazie mille! Siamo davvero contente che il nostro blog ti piaccia! Dev'essere davvero divertente ballare danze antiche in costume…sarebbe carino creare un gruppo anche da noi! Anche se dubito che saremmo più di due ( Alessia ed Io) :)
    Seguo il sito Altezza Reale da qualche mese ormai…e ne sono follemente innamorata! E' stupendo! Grazie ancora dei complimenti, speriamo di continuare a fare cose che possiate gradire. Un bacio

  3. Ciao Irene,
    ma dai davvero segui il mio sito, che bella notizia. Per quello che riguarda la danza l'associazione è nazionale e ha circoli in molte città d'Italia e in Toscana ci sono gruppi a Pisa e Livorno, ma se vai sul sito http://www.societadidanza.it trovi tutte le informazioni. E non credere che gli appassionati siano pochi, siamo sempre di più.
    A presto e buon lavoro
    Marina
    ps Alessia e Irene che ne dite di uno scambio di link?

  4. Beh…sono contenta che ancora ci siano persone che apprezzano cose belle. Lo scambio a me va benissimo…ma…CIOE' ?? Sono un po' ignorante in tutto ciò che riguarda il computer e internet…:)

  5. Beh…immagino che in negozi specializzati in ricreazione di abiti d'epoca o “costumi di scena” si possano trovare, anche se non saprei indicarti un negozio di questo tipo. Credo che siano rari, e che ci siano solo nelle grandi città. Ma basta qualche ritocchino ad una camicia normale ed è abbastanza facile ottenere un buon risultato ( non uguale ma simile…)

  6. ciaso, avete libri da consigliare per l'abbigliamento inglese del periodo regency? mi capita spesso per lavoro di doverlo disegnare e oltre al vostro sito vorrei approfondire l'argomento…

    Nicola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...