The Regency Era

Dal momento che il nostro blog è più che altro dedicato al periodo della Reggenza, direi che è più che naturale, spiegare nel nostro primo post qualcosa in più su quest’epoca.

Ufficialmente il periodo della Reggenza si riferisce agli anni dal 1811, quando Giorgio IV, Principe di Galles, fu nominato Principe Reggente al posto del padre considerato incapace di governare, fino al 1820 quando alla morte di Giorgio III il figlio smise di essere solo il Principe Reggente ( titolo attribuito al futuro Re nel periodo di governo durante il quale il padre fosse ancora in vita) e successe al trono.
Spesso tuttavia ci si riferisce ad un periodo di tempo più ampio, di transizione tra l’Epoca Georgiana e quella Vittoriana.
Il Regency fu caratterizzato da importanti modifiche rispetto al periodo precedente soprattutto in ambiti artistici e culturali come l’architettura , la letteratura, la moda e l’arte. Gli inevitabili rapporti con la Francia dovuti alla guerra con Napoleone,  furono causa di notevole preoccupazione (minaccia per alcuni ma speranza per altri) soprattutto per il Re che il popolo britannico potesse imitare gli sconvolgimenti della rivoluzione francese; ma l’influenza napoleonica non agì solamente in modo negativo sulla società inglese. Ne risentì, ad esempio, anche la moda: fu introdotto nel Paese lo Stile Impero,ma anche l’arredamento e l’architettura riscoprirono la bellezza delle linee classiche dando vita a quello che fu il movimento Neoclassico.Giorgio III e la costituzione della Reggenza ha visto la morte di una società pia e riservata e la nascita di una più frivola in gran parte dovuta al carattere del Reggente stesso che introdurrà pian piano nell’ostentazione dell’Epoca Vittoriana, evidente non solo nella moda ma anche nell’arredamento e nell’arte.
Nonostante gli orrori vicini della guerra, l’Inghilterra fu capace di grande raffinatezza e di conquiste culturali davvero notevoli, ponendo le basi per la successiva società Vittoriana.
L’alta borghesia ricevette una spinta molto maggiore rispetto al passato, arrivando quasi a competere con la nobiltà che aveva fatto da assoluta padrona per molto tempo; così si assisté a una dura lotta fra le due, che vide tuttavia ancora in vantaggio la nobiltà.
Primo mecenate dell’arte e dell’architettura, il Principe Reggente ordinò la costruzione/ ristrutturazione del Brighton Pavilion, di Carlton House e di molte altre opere pubbliche, superando con queste iniziative costosissime la capienza delle tasche del Paese.

Siamo realiste e non sognatrici, perciò non dimenticheremo di dirvi che non solo la società fu segnata dalle spese eccessive del Principe, ma contribuì notevolmente lei stessa al suo momentaneo decadimento; era presente infatti un lato oscuro della bellezza e della moda fatto di furti, donnaioli e donne di mal costume, gioco d’azzardo, rookeries ( sorta di baraccopoli), bere eccessivo e corse sfrenate seguite da scommesse ( per le quali gli inglesi sono celebri).
Così sotto la brillantezza della società Regency esistevano livelli di squallore tali da stupire chiunque ci si fosse fermato a riflettere. E dal momento che tale attività non era tra le favorite, potremmo dire, senza sbagliare di molto, che coloro che ne furono stupiti furono ben pochi.
Per molti versi il ritiro di
Non possiamo non menzionare, fra i dettagli e i personaggi degni di nota dell’epoca:

– la nascita e la pubblicazione delle opere della scrittrice Jane Austen

– la pubblicazione di Ivanhoe di Scott, che insieme alla Austen sarà uno dei padri del romanzo, genere letterario prima inesistente

– il famoso dandy Beau Brummell che per molto tempo dettò le regole della moda maschile per eccellenza

– Lord Byron, filosofo, scrittore e poeta ancora di fama indiscussa

– Il Comandante Horatio Nelson e la sua amante, Lady Emma Hamilton considerata una delle donne più belle dell’epoca.

Speriamo di essere state esaurienti. A presto, baci 
Irene e Alessia
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